Sono del parere che un paziente conosca la semeiotica dell’insufficienza cardiaca. Vale a dire quali sono i sintomi ed i segni che accusa.
Dispnea (affanno) da sforzo o, peggio ancora, a riposo, ortopnea (dispnea che impedisce al malato di restare sdraiato e lo obbliga a sedersi o a restare in piedi), tosse stizzosa, emottisi (espettorazione in quantità più o meno abbondante di sangue che proviene dalle vie respiratorie), asma cardiaca, edema polmonare, astenia con facile affaticabilità, oliguria (diminuzione della quantità di urine), confusione mentale, nicturia (minzione notturna), segni di congestione venosa polmonare e sistemica (epatomegalia, turgore giugulare, reflusso epatogiugulare, edemi declivi degli arti inferiori, ascite, idrotorace, anasarca).
Siamo in presenza di tutta una serie di segnali semeiologici di estrema gravità (stadio C dell’insufficienza cardiaca) tali da richiedere una corretta terapia specialistica cardiologica: ace inibitori, beta bloccanti, diuretici (specie quelli dell’ansa), antagonisti dei recettori dell’aldosterone. Talvolta occorre anche utilizzare la digitale in pazienti, con ritmo sinusale FE (frazione di eiezione) inferiore al 40%, che presentano sintomi e segni nonostante la corretta terapia sopracitata.
Perché questi soggetti sono arrivati allo stadio C dell’insufficienza cardiaca? Spesso si tratta di pazienti con anomalie strutturate (valvulopatie, pregresso infarto del miocardio, miocardiopatie, pericarditi, ipertensione arteriosa non controllata con dilatazione e/o ipertrofia del ventricolo sinistro, tachiaritmie severe, blocchi (A-V) atrio – ventricolari tipo Mobiz 2, aterosclerosi coronaricaetc) aggravate da altri fattori di rischio cardiovascolare (diabete mellito, dislipidemia, marcata obesità, tabagismo, eccessiva assunzione di alcolici, assenza di un pur minimo esercizio fisico, dieta con alto contenuto di grassi saturi etc)
Quali sono i primi segni diagnostici nella fase senza sintomi dell’insufficienza cardiaca (stadio A eB)?
Un semplice Rx del torace può mostrare un allargamento dell’ombra cardiaca. L’elettrocardiogramma (disturbi del ritmo, della conduzione, ipertrofia ventricolare sinistra etc) e l’ecocardiogramma (funzionalità delle valvole, della cinesi cardiaca etc) ci offrono indicazioni più dettagliate. L’esame obiettivo cardiologico è utile in ogni stadio, più o meno grave (anche nei soggetti senza sintomi). Nella fase sintomatica dello scompenso cardiaco (Stadio C) all’ascoltazione delle basi polmonari sono presenti, con l’inspirazione, rantoli polmonari che non scompaiono con la tosse.
Più difficile ascoltare un T3 da dilatazione del ventricolo sinistro e un T4 da ipertrofia ventricolare (occorre una certa esperienza clinica). E’ bene poi fare attenzione al turgore delle giugulari, all’epatomegalia con parenchima palpabile, alla presenza di un reflusso epatogiugulare, al soffio da insufficienza tricuspidale, all’edema degli arti inferiori con segno della “fovea” (impronta positiva, “pitting”). Sono questi sopracitati tutti i segnali indicativi di insufficienza biventricolare da ipertensione polmonare. Dalla sola visita cardiologica non è facile differenziare una disfunzione sistolica del ventricolo sinistro (VS) da una diastolica.
La gravità della sintomatologia non dipende solo dalla disfunzione ventricolare sinistra, come indicato dalla frazione di eiezione (FE) del VS. Un itto palpabile forte e prolungato mi può suggerire una disfunzione diastolica. Solo con l’ecografia Doppler bidimensionale possiamo fare una diagnosi definitiva tra disfunzione sistolica e diastolica. Molti pazienti con segni e sintomi di insufficienza cardiaca con frazione di eiezione (FE) preservata presentono un’insufficienza cardiaca diastolica. Purtuttavia le anomalie fisiologiche non sono limitate solamente a diastole e sistole (rilasciamento miocardico, rigidità miocardica etc).

Aldo Ercoli
Aldo ercoli

































































