Selfie senza senso

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Selfie senza senso

Dottor Professor Aldo Ercoli
Dottor Professor
Aldo Ercoli

Viviamo come individui isolati pur inseriti in un contesto sociale rilevante.

Siamo intimamente con noi stessi, desolatamente soli mentre scende sensibilmente il livello del rapporto interpersonale con i nostri simili… gli altri, la gente.

Sopravvivono piccole e ristrette nicchie familiari quali fortini da difendere.

Strani militi che si muovono in questo mondo surreale, egoisticamente tra desideri inespressi e talora inconfessabili, con quella voglia di piacere, essere agognatamente pensati e stimati pur non avendo fatto niente di rilevante per gli altri.

C’è qualcosa di più fittizio e superficiale? Forse sì. E’ il “caravanserraglio” della futilità che, essendo ancor più narcisisticamente fine a sé stesso, non persegue scopo alcuno se non quel banale luccichio di popolarità momentanea magari finalizzata in una autofoto (“selfie”) per fermare il tempo imprigionandolo.

Talora in situazioni critiche con conseguenze tragiche, solo per farsi notare, per condividere con gli altri la sublimazione dell’effimero. Si sfida la morte perdendo. Immortalare un istante banale per sentirsi vivi, per lasciare un segno della propria esistenza fuori e dentro di sé. Quando drammaticamente in questi gesti frutto di un materialistico individualismo, è troppo tardi per tornare indietro, segnano familiari, amici, conoscenti che restano sgomenti, increduli, smarriti, angosciati, atterriti, disperati. E con in bocca un sapore amaro. C’è ancora qualcosa di mostruosamente puerile in queste imprese insensate? Forse sì. E’ il predare barbarico-lanzichenecco, il mordere la vita in un ripetitivo “carpe diem” fluido, torrenziale, ove tutto scorre e se ne va via per sempre, relegato in quel cassetto dei ricordi che porta il nome di passato. Almeno per chi ce la fa a sopravvivere in questo “mare magnum” del nulla ove il vuoto spirituale esistenziale si allarga sempre di più.

Ecco così che stancamente ci si trascina di noia, senza speranze né ideali, eternamente soli senza scopo alcuno con la consapevolezza di avere le mani vuote, di stringere il nulla nei pugni chiusi. Anche se materialmente si è ricchi, tanto più allo stesso tempo, spiritualmente si è poveri.

Sempre più soli con tanti amari falsi sorrisi dietro una maschera che ci siamo scelti per sopravvivere in questo carrozzone circense con tanti nani e ballerine, pagliacci e donne cannone, impavidi domatori e spericolati acrobati… Sempre più soli in questo mondo circense crepuscolare che trascolora nel tardo pomeriggio e va a morire nella notte più buia. 

aldoercoli@gmail.com