SCUOLA, LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA

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Tutti in presenza, senza maschere, senza distanziamenti, senza tessera: la campanella è suonata lasciando in congelatore gran parte delle aberranti misure pseudo sanitarie che hanno funestato la scuola negli ultimi due anni e mezzo.

Studenti e professori potranno guardarsi in faccia e magari pure sorridersi. I bambini torneranno a scambiarsi penne e matite senza essere puniti. Tutto bene dunque? Chi ha avuto, ha avuto, e chi ha dato, ha dato, scurdammoce ‘o passato? Molto probabilmente ci sarà un’apparente calma piatta fino al 25 Settembre con un prolungamento forse fino a ottobre, perché bisogna che il popolo-gregge dimentichi i soprusi subiti e si rechi alle urne per votare gli stessi partiti responsabili della mattanza della democrazia e dei diritti attuata in questi due anni e mezzo.

Nel frattempo all’orizzonte appaiono i segnali inequivocabili della tempesta in arrivo peraltro preannunciata per tutta l’estate dai corifei di regime. Il green pass cambierà nome e confluirà nel Wallet System. Non hanno alcuna intenzione di abolirlo, semmai di implementarlo collegandolo alla crisi energetica volutamente provocata. I due anni della psicopandemenza sono state prove tecniche di dittatura, un addestramento all’emergenza. Che torneranno coprifuoco e lockdown nella forma di blackout energetici, chiusura anticipata di negozi e uffici, sfacelo delle PMI, ce lo ripetono da mesi. I dirigenti scolastici hanno avanzato l’idea di una DAD a settimana per risparmiare sul riscaldamento. Per ora il governo ha respinto la proposta ma siamo in tempi di campagna elettorale quando, come è noto, i lupi sono soliti indossare la maschera dell’agnello.

Intanto una bella finestra di Overton è stata spalancata. In merito alle misure anticovid nelle scuole, un documento firmato da ISS, Ministeri della Salute, Istruzione e Conferenza delle Regioni, prevede “interventi da modulare progressivamente in base alla valutazione del rischio e al possibile cambiamento del quadro epidemiologico”. Pertanto se aumentano i contagi (e vi pare che non aumenteranno?) si ritorna alla casella di partenza con tutto il bagaglio di norme liberticide e demenziali del grande Circo Covid.

Nel frattempo Bonaccini, Presidente della Regione Emilia Romagna, lo stesso che a maggio 2020 voleva “scovare casa per casa i contagiati e isolarli”, dichiara al TG2 che l’asilo nido deve diventare obbligatorio. La formazione dunque deve iniziare prestissimo, ai primi barlumi della coscienza affinché sia possibile estirparla sul nascere o meglio ancor prima che nasca. Dal canto suo il ministro dell’Istruzione Bianchi ha affermato: “In Italia, in 4-5 anni, dobbiamo riaddestrare 650mila insegnanti per andare incontro ad insegnamento adeguato al futuro digitale e all’interconnessione globale”. E come se non bastasse: “Dobbiamo affrontare questo percorso per introdurre nella scuola l’intelligenza artificiale, la digitalizzazione collegata alla questione etica”.

Finale con il botto: “Il problema al quale stiamo lavorando con i tecnici del ministero è come le aziende del sistema globale possono essere d’aiuto per l’Ue e per l’Italia per raggiungere il risultato di questa diversa crescita formativa interpretando in modo corretto i nuovi linguaggi che devono usare ai vari livelli gli insegnanti di matematica, materie umanistiche, lingue e via dicendo.” Ricapitolando: militarizzazione del corpo docente e i programmi scolastici determinati da algoritmi e aziende del sistema globale. Alcune domande sorgono spontanee: chi deciderà quale sia l’etica da inculcare nelle giovani menti? Chi stabilirà i nuovi linguaggi? Google, Amazon e Facebook sotto la direzione di GAVI e NATO? Dal momento che la formazione viene concepita come un flusso di dati, perché non affidarla direttamente all’Intelligenza Artificiale, più economica, più controllabile e meno imprevedibile di insegnanti umani, e soprattutto priva di coscienza critica e di desiderio di libertà? “

Se mi domandassero cos’è che più mi spaventa della deriva neoliberista accelerata e implementata dalla pandemia e dalle emergenze – afferma lo scrittore Enrico Macioci – risponderei: l’attentato continuo, capillare e precisissimo alla libertà umana, intesa come autodeterminazione e libero arbitrio. Se sparisce questo specifico, l’uomo diventa assolutamente sacrificabile poiché assolutamente insensato (…).

L’odierna forma di umanità sta deviando verso una sempre più palese disumanità, un alveare, un termitaio, un mero fatto contabile, calcolabile e sfruttabile, uno spazio in cui i diritti si trasformano in doveri e i doveri in credito”. Tuttavia ciò che in me suscita ancor più orrore è la servitù volontaria di un popolo a cui del libero arbitrio, ossia della sua vera essenza umana, non frega nulla e che è disposto – come ha ampiamente dimostrato durante tutta l’emergenza sanitaria – a farsi mettere guinzaglio e museruola in cambio di una ciotola di pappa quasi che questo fosse un destino ineludibile.

MIRIAM ALBORGHETTI