Forza Italia entra a gamba tesa, il sindaco entusiasta del restyling. Rebus sulla durata dei lavori.
«Finalmente ci siamo: sono ufficialmente partiti i lavori di ristrutturazione e valorizzazione di Torre Flavia». È stato Alessandro Grando, sindaco di Ladispoli, ad annunciare il tanto atteso cantiere del simbolo della città che avverrà grazie ai 2 milioni del Governo e a un contributo economico di 730mila euro aggiunto dal municipio tramite l’accensione di un mutuo presso la Cassa depositi e prestiti. Torre Flavia, riportata anche sul gonfalone del Comune, diventerà un museo in riva al mare pronto a mettere in vetrina i propri “tesori” per attirare residenti e turisti. Testimone silenzioso di secoli di storia, il manufatto sta per rinascere grazie al piano nazionale “Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati” voluto fortemente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il restyling, da qui ai prossimi 20 mesi, prevede il recupero strutturale tramite un intervento di ingegneria sperimentale per ricucire la muratura, consolidare le fondamenta e mettere in sicurezza i tronconi superstiti. Poi la fase B, ovvero quella del museo multimediale. La torre non sarà solo un monumento da guardare, ma un’esperienza immersiva con percorsi digitali sulla storia del territorio con illuminazione scenografica annessa per far diventare il monumento diventerà un faro di cultura, visibile e valorizzato anche di notte. Il rudere, di epoca romana, per troppo tempo in balia delle onde, in passato venne utilizzato dai soldati come postazione strategica di difesa e fu danneggiato dai bombardamenti nella Seconda Guerra Mondiale a maggio del 1943. Realizzato nel 1550 dallo Stato Pontificio, ha perso tantissimi mattoncini della propria cortina laterizia a causa dell’avanzata del mare. Resta da capire quanto dureranno i lavori ma ci vorranno parecchi mesi.
Il progetto contestato. A muoversi in questa direzione, forse un po’ a sorpresa, è Forza Italia, che quindi decide di entrare a gamba tesa incrinando il rapporto con la maggioranza grandiana. Un progetto «terrificante e allo stesso tempo incomprensibile». Il partito di centrodestra accusa l’amministrazione di procedere alla «trasformazione di una zona protetta, vicino la Palude in una zona commerciale». E a dirlo a chiare lettere è la la referente Fi, Marika Paris. Le critiche più pesanti, oltre che alle opere esterne a contorno del del monumento, si concentrano sullo stravolgimento della struttura in sé con la realizzazione di nuove pareti realizzate per il consolidamento dell’edificio: «Un cubo di cemento». «Con la ristrutturazione prevista dall’amministrazione come si fa a identificare Ladispoli con quella cosa?», denuncia ancora Marika Paris. La speranza, anche se al momento sembra vana dato l’annuncio dell’avvio dei cantieri per il restyling della struttura, è che nel frattempo dal governo cittadino «abbiano cambiato idea».


































































