Le peschiere romane: dal mare alla tavola a chilometro zero.
Sulla costa laziale, dove il Tirreno bagna il litorale di Santa Marinella, si nasconde un gioiello di ingegneria antica: la Peschiera romana di Punta Vipera. Non si tratta solo di un pur affascinante reperto archeologico, ma di una testimonianza vivida della passione gastronomica che i romani nutrivano per il pesce fresco.
Per l’aristocrazia romana del I secolo a.C., possedere una peschiera (o piscina) era un prestigioso status symbol. Il pesce, i crostacei e i molluschi non mancavamo mai nel menu dei banchetti più raffinati: i patrizi erano disposti a spendere fortune per triglie, rombi, orate o murene.
Questo interesse portò alla costruzione, in prossimità di sontuose ville marittime, di vasche destinate all’allevamento ittico dove il pesce veniva non solo conservato, ma “coltivato” e selezionato, molto spesso anche per fini commerciali.
La freschezza era tutto: portare in tavola un pescato passato direttamente dal mare alla cucinarappresentava il massimo segno di opulenza.
Il funzionamento
La peschiera di Punta Vipera è un capolavoro di idraulica: la struttura si articola in una serie di vasche sommerse, collegate tra loro e con il mare aperto, la cui profondità in alcuni punti raggiunge i due metri.
Il bacino rettangolare, lungo 48 metri e largo 30,al centro del quale è ben visibile un ambientecircolare di oltre 20 metri di diametro, era difeso dalle mareggiategrazie a dei moli frangiflutti, tre bracci ortogonali spessi circa tre metri.
La circolazione costante delle acque marine, condotte nell’impianto da tre lunghi canali sottomarini, era garantita da un sofisticato sistema di canali e paratie a griglia che permetteva il ricambio continuo, evitando che l’acqua ristagnasse, diventando troppo calda e povera di ossigeno.
Il risultato era unhabitat protetto dove le specie più pregiate potevano crescere e riprodursi; le diverse vasche servivano forse a separare le specie o a dividere i pesci ancora piccoli da quelli pronti per il consumo. Il grande impianto è tuttora in corso di studio a cura dal Centro Studi Marittimi del Polo Museale Civico di Santa Marinella e del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite.
Un tesoro tra terra e mare
Oggi, camminando lungo la riva di Punta Vipera durante la bassa marea, è ancora possibile scorgere le sue geometrie precise. È un’esperienza suggestiva: i tagli netti nel banco roccioso hanno sfidato i millenni, mostrandoci come i romani avessero letteralmente “addomesticato” il mare per soddisfare i propri desideri culinari.
La peschieraera controllata da una villa marittima che sorgeva in un’area leggermente più elevata,oggi purtroppo completamente edificata. Negli scantinati delleattuali abitazioni private rimangono resti del quartiere termale della residenza, muri in opera mista e laterizia, tracce di pavimentazioni a mosaico, capitelli e decorazioni marmoree.
Visitare Punta Vipera significa fare un salto indietro nel tempo: immaginate il viavai di schiavi addetti alla pulizia delle griglie e i convivi che si tenevano nella villa sovrastante, con il suono delle onde a fare da sottofondo a discussioni di politica e intrattenimenti mondani, tra un sorso di vino e una spigola freschissima.
Per raggiungere la Peschiera
Il sito si trova al km 66 della Strada Statale 1 (Aurelia) a poca distanza dal centro abitato di Santa Marinella in direzione di Civitavecchia.
Non esiste un parcheggio dedicato: dovrete cercare uno punto di sosta lungo la via Aurelia o nelle vie limitrofe delle moderneurbanizzazioni, prestando attenzione alla segnaletica stradale.
Prima della visita è fondamentale consultare le tabelle delle maree e il Meteo marino: la peschiera è infatti visibile al meglio durante la bassa marea, con l’alta marea o con mare mosso gran parte delle strutture rimane sommersa e difficilmente distinguibile.
Una volta individuato l’accesso più comodo per la discesa (vicino al civico 512), troverete dei brevi sentieri che digradano velocemente verso la spiaggia di ciottoli.
E’preferibile indossare scarpe comode con suola antiscivolo, ancora meglio le scarpette da scoglio se si ha intenzione di avvicinare le murature romane semi-sommerse, rese scivolose dalle alghe che a tratti le ricoprono.
Potete visualizzare la posizione esatta e calcolare il percorso in tempo reale grazie a questo link:
PUNTA della VIPERA – LA PESCHIERA della VILLA ROMANA.
ClaudioTanari (Gruppo Archeologico del Territorio Cerite)


































































