Santa Marinella: Fase 2…ovvero la “corrida” dei dilettanti allo sbaraglio

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Santa Marinella

 

“Anche con l’ordinanza n. 39 del 2 maggio 2020, purtroppo assistiamo al parto di una gatta frettolosa che fa i figli ciechi (con tutto il rispetto per i gatti che forse sono più saggi di alcuni uomini)”.

Fase 2 ed ordinanza n. 39 del 2 maggio 2020

M5S Santa Marinella: “Si tratta dell’ordinanza della cosiddetta “fase 2” che annunciata direttamente dal Sindaco nei suoi consueti videomessaggi intimidatori e presentata in bozza durante una riunione organizzata il pomeriggio del 30 aprile con tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio Comunale, da me già contestata in tale circostanza in alcuni punti, dovrà ora necessariamente essere aggiornata, ancor prima della sua naturale scadenza, come lo stesso Sindaco fa sapere sui social.
Infatti fra i divieti ingiustamente imposti, in quanto in contrasto con norme di livello superiore, spiccano quelli di cui ai punti 4 e 5 rispettivamente il divieto delle attività sportive legate al mare e di balneazione. Purtroppo per in nostro Sindaco, proprio il 2 maggio il suo “compagno” di partito e Governatore del Lazio ha pubblicato la sua di ordinanza, in cui invece consente lo svolgimento di tutte le attività sportive all’aria aperta, lasciando quindi intendere che è legittimo svolgere sia la pesca sportiva sia fare attività natatoria anche in acqua. Infatti, è certamente un modo di operare dilettantistico l’aver motivato nell’ordinanza sindacale in questione il divieto di balneazione sulla base del Decreto n. T00077 del 17 aprile del Presidente della Regione Lazio, in quanto ormai superato per effetto delle verifiche già effettuate sulla balneabilita’ delle acque del litorale da parte dell’ARPA, i cui risultati sono stati pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n.51, del 23 aprile.
Infine, nel precisare che l’uso della mascherina nei luoghi chiusi ed a contatto con altre persone è fuori discussione, non sì può che nuovamente contestare lo scarso buon senso di “disporre l’utilizzo obbligatorio della mascherina protettiva, in spazi aperti”, essendo tale imposizione non supportata dalle evidenze scientifiche anche da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanita, tanto che anche nell’ Allegato 4 (Norme igienico-sanitarie) del DPCM del 26 aprile tale misura viene elencata all’11° ed ultimo posto come “raccomandata” e non obbligatoria. Non posso poi non porre in evidenza un’altra discrasia sulla quale sto conducendo adeguati approfondimenti e per i quali attendo un riscontro dall’Ordine dei Medici. In particolare, allorquando il Sindaco prescrive che “tale disposizione non si applica a persone che non tollerino l’utilizzo delle mascherine a causa di particolari condizioni psicofisiche attestate da certificazione rilasciata da mmg/pls (Medico Medicina Generale – Pediatra Libera Scelta)”, l’asserzione riportata e’ frutto di una bolscevica imposizione non prevista da alcuna norma e regola dell’attuale ordinamento (giuridico e deontologico). Trattasi di un provvedimento medico-legale abusivo, fortemente contestato dallo stesso S.M.I. (Sindacato Medici Italiani) ed oggetto di un’interrogazione dei Medici provinciali. Infatti, nel merito del problema occorre precisare che:
– certificati in tal senso sono provvedimenti medico legali che possono essere rilasciati dall’ufficio medico legale asl competente per territorio;
– la possibilità del rilascio da parte dei medici di medicina generale (mmg) e pediatri libera scelta (pls) deve essere opportunamente normata dal Ministero della sanità o per decreto del Presidente della Regione Lazio;
– il compenso per tali certificazioni non rientra nell’Accordo Contratto Nazionale e pertanto è a pagamento al pari del certificato per attività sportiva;
– nell’eventualità il provvedimento medico legale sia basato su problematiche/patologie che potrebbero mettere in pericolo la salute della persona stessa o di terzi, è plausibile che si debba pervenire alla segnalazione alla Motorizzazione Civile o Prefettura (per il porto d’armi), dal momento che il mmg passa dal ruolo di incaricato di servizio di pubblica necessità a pubblico ufficiale, come per ciò che concerne i certificati di malattia.
Qualora, per assurdo si volesse avallare il delirante obbligo, si aprirebbero quindi non solo importanti ricadute giuridico/amministrative ma vieppiu’ anche economiche dal momento che va considerato il compenso del medico, essendo tale certificato una prestazione professionale al di fuori di quelle previste dal contratto nazionale collettivo del settore medico.
Va a se’ che le ipotesi sono 2: o lo paga il cittadino o l’ente che lo obbliga, visto che per il cittadino è un’imposizione.
Insomma, ad ogni buon conto, il risultato è che siamo di nuovo di fronte ad una ordinanza, scritta male, approssimativa, poco approfondita, superficiale emanata senza considerare le ripercussioni sui cittadini e senza armonizzarsi con altre norme e soprattutto di poco buon senso.
Ci sarebbe da chiedersi, senza alcuna dietrologia politica sull’appartenenza partitica dei rispettivi Sindaci, chissà come mai nella vicina Ladispoli ai cittadini è stata consentita la balneazione e la pesca o nella confinante Civitavecchia non è stato imposto l’obbligo della mascherina all’aperto. Io la spiegazione l’avrei e consiste in una frase detta dal Sindaco proprio in quella riunione del 30 aprile, quindi di fronte a testimoni: “Io ho comprato e fatto distribuire le mascherine e la gente le deve mettere”…..Sostanzialmente è come udire le parole del marchese del Grillo: “Io sono io e voi non siete un…..”

Cons. Francesco Settanni