Santa Marinella, amministrative: la nota del candidato Daniele Renda

0
243

Daniele Renda, candidato a sindaco di Santa Marinella fa chiarezza sulle notizie diffuse in questi giorni. La nota

Riceviamo e pubblichiamo

C’è una grandissima differenza tra incompatibilità e incompatibilità.

Sono rimasto volutamente in silenzio sul tema, perché avevo paura che nel tritacarne della campagna elettorale, si rischiasse di fare cattiva informazione su un argomento che invece per me e per milioni di persone è vita.

La mia eventuale incompatibilità al ruolo di sindaco o di consigliere comunale è dovuta a una convinta e importantissima battaglia per i diritti civili. Per rivendicare e difendere il diritto alla libertà, all’uguaglianza e alle pari opportunità che dovrebbe essere garantito a tutti i cittadini e che invece a una fascia di persone, quelle con disabilità, viene negato.

Esiste una mentalità feriale e feroce che considera normale che le persone con disabilità non possano uscire di casa. Che le persone con disabilità non possano utilizzare i mezzi pubblici. Non possano frequentare le scuole che vorrebbero. Intraprendere attività lavorative. Passare il proprio tempo libero e frequentare gli spazi, gli arenili, i luoghi come tutti gli altri.

Bè, proprio contro questa mentalità mi batto da sempre e non smetterò mai di lottare.

Con la mia disobbedienza civile sono riuscito, primo caso in Italia, a far condannare il Comune in cui viviamo per discriminazione individuale e collettiva ai danni di persone con disabilità. A far ordinare da un giudice della Repubblica italiana di rimuovere le barriere architettoniche presenti in 5 luoghi della città ( doveva essere fatto entro il 13 ottobre 2024 e non è stato fatto nulla ). Per la prima volta in Italia ho fatto annullare il Piano Eliminazione Barriere Architettoniche votato da due attuali candidati sindaci e da molti altri candidati consiglieri, ritenuto da un giudice lacunoso e macroscopicamente sbagliato.

In pratica ho intrapreso una battaglia contro l’amministrazione, vincendola totalmente, per difendere e rivendicare i diritti dei più deboli. Delle persone con disabilità.

Gli amministratori, tra cui anche alcuni attuali candidati sindaci e candidati consiglieri, cosa hanno fatto? Si sono opposti all’ordine del giudice di rimuovere le barriere architettoniche, facendola diventare una questione economica e di bilancio e non di diritti fondamentali dell’uomo.

Con una Delibera di Giunta votata da Gino Vinaccia, Andrea Amanati, Pierluigi D’Emilio, Roberta Gaetani e Elisa Mei ( Pietro Tidei non la votò solo perché era in Grecia ) hanno deciso di fare appello a una sentenza che gli ordinava di rispettare i diritti dei più fragili.

Appello che non ha alcuna possibilità di essere accolto, letto anche il parere del legale dell’amministrazione, ma che, visti i lunghi tempi della giustizia italiana è ancora in piedi.

Questa anomalia ( un organo della Repubblica italiana che si rifiuta di applicare Costituzioni e leggi della stessa Repubblica per garantire libertà, uguaglianza e pari dignità a tutti i cittadini ) impedirebbe a me di essere elegibile per gli incarichi istituzionali.

I carnefici ( i discriminatori ) che infieriscono sulla vittima ( il discriminato ) anche dopo essere stati condannati.

Insieme a tante altre motivazioni, che ho ampiamente spiegato in questo ultimo mese, ho deciso di affrontare direttamente questa vicenda perché il rischio è che i futuri amministratori, gli stessi che hanno portato a questa situazione, così come hanno ignorato i loro obblighi verso le persone con disabilità in passato, lo facciano anche in futuro.

In questo modo tutti saranno responsabilizzati verso di me e verso le persone con disabilità nel rispetto di alcuni diritti che la nostra Carta Costituzionale definisce fondamentali.

Negli ultimi giorni è uscito un altro caso di incompatibilità. Di più facile risoluzione e che non ha nulla a che fare con la mia vicenda che rimane una battaglia nazionale di civiltà e di giustizia.

Nell’altro caso siamo di fronte a uno dei tanti esempi di come la nostra città è stata governata per anni. Le solite famiglie, i soliti gruppi di potere che si dividono la torta. Niente di strano. Nulla di sporco ne di eroico. Basta rinunciare a un appalto di duecentocinquantamila euro e le coscienze sono pulite. Nulla di cui meravigliarsi. Siamo ormai abituati e assuefatti al fatto che padri e figli o figlie di poche famiglie controllino Santa Marinella. Quindi non c’è da scandalizzarsi.

A eguale incompatibilità, quindi,corrispondono motivi completamente diversi. Uno rappresenta la continuità con ciò, a cui la nostra città è abituata da decenni. La mia, invece, rappresenta un modo di ribellarsi a questo sistema locale e nazionale che ha completamente distrutto la nostra società.

Gli elettori sono liberi di scegliere
Daniele Renda