A Cerveteri il teatro entra in classe.

Professionalità, delicatezza e una visione aperta al futuro: è l’anima delle insegnanti dell’istituto Salvo D’Acquisto di Cerveteri, impegnate nel progetto teatrale curato dall’attore e regista Agostino De Angelis.
Dalla prima alla quinta elementare, l’entusiasmo è contagioso: studenti con il sorriso negli occhi e copioni stretti tra le mani, molti dei quali già imparati a memoria. C’è grande attesa per lo spettacolo finale, un appuntamento magico dove i piccoli saranno i veri protagonisti. Oggi, però, il merito va a loro: Daniela, Vanda, Sara, Milena, Laura, Manola, Filomena, Lucia, Stefania e Isabella. Insegnanti che vivono il proprio lavoro come una missione, lavorando ogni giorno per la crescita dei “piccoli etruschi”. Negli occhi di queste docenti si legge la stessa gioia degli alunni, consapevoli che il teatro non è solo spettacolo, ma uno strumento didattico vincente capace di unire e far crescere l’intera comunità.

Quali competenze ha potenziato il teatro negli alunni?
Nella classe VF, l’insegnante Stefania Osso non ha dubbi: “I benefici sono evidenti, soprattutto nei bambini più timidi. Ci hanno meravigliato: il loro tono di voce è diventato chiaro e deciso. Oggi sono molto più sicuri di sé, e questa nuova consapevolezza emerge chiaramente ogni volta che prendono la parola davanti ai compagni“.
Quindi il teatro è anche un potente motore di inclusione? “Assolutamente sì“, conferma la collega Isabella Branco, “chi aveva difficoltà a relazionarsi o a superare l’imbarazzo del confronto, ha cambiato radicalmente approccio all’interno del gruppo“. Un altro punto di forza è il legame profondo con le proprie radici. C’è una differenza enorme tra leggere la storia su un libro e interpretare un guerriero etrusco – proseguono – “l’apprendimento esperienziale si conferma una strategia vincente. Grazie alla recitazione, la lezione di storia smette di essere piatta e diventa interattiva, vivace”. Dopo il successo dello scorso anno, l’entusiasmo è letteralmente esploso: l’intera classe attendeva con impazienza di tornare in scena per proseguire questo percorso di crescita grazie all’entusiasmo di Agostino e Desirèe, due veri professionisti – concludono le insegnanti.
L’attore De Angelis, ribattezzato dai piccoli “il libro parlante”, coinvolge con entusiasmo anche la classe IIIC. “Agostino a Desirée Arlotta sono fonte d’ispirazione. Con loro il teatro si conferma uno strumento straordinario per stimolare l’ascolto e la cooperazione. Crediamo fermamente in questo percorso“, spiega l’insegnante Milena Russo. “I bambini hanno imparato a lavorare in sinergia, mantenendo una concentrazione altissima anche per un’ora intera. I benefici sono evidenti soprattutto sul piano emotivo: parlare in pubblico per loro è diventato naturale“. Mentre la maestra parla, i bambini intervengono con spontaneità, segno di uno spazio educativo aperto e stimolante. Il teatro non è solo voce, ma anche consapevolezza fisica. “Aiuta a vivere il corpo come uno strumento di relazione“, aggiunge la maestra Laura Colananni, sottolineando come gli alunni abbiano imparato a gestire l’ansia e a rispettare i tempi degli altri. Un entusiasmo che travalica i confini del laboratorio: “Questo metodo è così efficace che potrebbe essere applicato persino alla matematica. È un allenamento alla vita di cui siamo pienamente soddisfatte: i progressi sono evidenti”. Un pensiero condiviso anche da Manola Morani, Filomena Tufano e Lucia Mele. Le insegnanti della IIIC.

Nella classe VD, il teatro si fa interdisciplinare grazie all’intuizione dell’insegnante Sara Peluso, che ha saputo intrecciare la narrazione storica con l’espressione artistica, guidando gli alunni nella realizzazione di disegni a tema. Essendo i più grandi, gli studenti hanno accolto con sorprendente maturità anche lo studio della lingua volgare. Il loro obiettivo è ambizioso: “Sono impegnati nello studio della Divina Commedia“, spiega la docente, “che porteranno in scena per lo spettacolo di fine anno“. Un traguardo prestigioso che premia mesi di dedizione. “Sono orgogliosa del loro impegno“, conclude -“I piccoli miracoli a cui assisto ogni giorno confermano la potenza del teatro: è una palestra di creatività, empatia e spirito di squadra“.
“L’interesse dei bambini per l’archeologia è alto; anche la classe uscente partecipò al corso, era affascinata dal progetto degli alieni sbarcati nelle necropoli. Con mia grande soddisfazione, da un anno all’altro ricordavano tutto sulle tombe etrusche.” A parlare è Daniela Finocchiaro, insegnante della IIA, che spiega come i piccoli studenti siano rapiti dalla storia di Cerveteri. “Sono bravissimi. Ad alimentare la loro curiosità ci pensa Agostino, che racconta aneddoti e dettagli sui ritrovamenti non presenti sui libri di testo: una prospettiva inedita sulla città che affascina i ragazzi.” Insieme a lei in classe Vanda Cosimi, l’insegnante valuta l’esperienza come estremamente positiva: “Il teatro fa emergere le proprie emozioni e quelle altrui. Questa classe è già molto compatta, ma in un’ottica più ampia, il teatro si conferma un potente strumento di coesione sociale.”
Lo spettacolo di fine corso è inserito tra gli eventi della IV Edizione del Festival Internazionale per gli Etruschi.
di Barbara Pignataro



































































