Sali di alluminio nei deodoranti sì o no?

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sali di alluminio

Partiamo con il ricordare che l’alluminio ovviamente è il metallo, mentre i sali di allumino sono la forma in cui questo metallo può essere inserito in un cosmetico.

Negli ultimi anni si è molto dibattuto sull’impiego di deodoranti che contengono sali di alluminio, considerati potenzialmente dannosi per la salute. Quanto risulta fondato questo timore? Risponde la  dott.ssa Erica Congiu –  biologa nutrizionista coordinatrice e responsabile di BioDizionario.it.

Partiamo con il ricordare che l’alluminio ovviamente è il metallo, mentre i sali di allumino sono la forma in cui questo metallo può essere inserito in un cosmetico. Siccome gli studi sulla sicurezza di queste sostanze sono ancora piuttosto ambigui, le aziende possono “vantarsi” di impiegarli per esaltare la capacità dei loro prodotti di limitare la sudorazione e i cattivi odori, oppure possono “vantarsi” di non utilizzarli per attrarre quello spicchio di clientela particolarmente attenta alla propria salute, che per un discorso precauzionale vuole evitare queste sostanze.

Il sudore non è altro che il nostro sistema di raffreddamento. Fastidioso a volte, ma lo abbiamo per un preciso motivo. I sali di alluminio agiscono proprio come un tappo. L’azione bloccante sulle ghiandole sudoripare impedisce al sudore di uscire. La conseguenza? Il sudore ristagna. Non dimentichiamoci inoltre che il sudore è anche il mezzo grazie a cui il corpo si libera delle sue tossine e quindi, così facendo, impediamo al nostro corpo di detossificarsi attraverso l’organo più esteso che abbiamo: la nostra pelle.

Già queste premesse per me sono sufficienti per decidere che i sali di alluminio devono essere banditi dalla mia routine quotidiana; vi ricorro solo in casi di estrema necessità. Le conferme dalla scienza tardano ad arrivare e probabilmente non arriveranno mai: ci sono studi allarmanti e studi più rassicuranti e non è mai chiaro chi li finanzi.

Per approfondire questo argomento: Sali d’alluminio nei deodoranti: sì o no? La parola alla Dott.ssa Erica Congiu