ROMA, CITTA’ DEL VATICANO: LA STANZA DELLE LACRIME

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stanza delle lacrime

COSA PRECEDE LA TANTO ATTESA FUMATA BIANCA

Le mura del Vaticano custodiscono una stanza chiamata “stanza delle lacrime”, un luogo in cui si ritira il Pontefice appena eletto e, oppresso al tempo stesso dal peso della responsabilità appena presa in carico e dalla forte emozione che lo travolge, nella quale concede libero sfogo a un pianto liberatorio.

Tutti conosciamo l’iter che porta alla votazione e alla proclamazione del Pontefice. Ma non tutti, forse proprio nessuno, conoscono i sentimenti intimi che animano l’uomo che sta per prendere il potere della Chiesa Cattolica di Roma. La “stanza delle lacrime” è quella che sicuramente conosce meglio queste emozioni.

stanza delle lacrime

Cosa accade un attimo prima dell’attesissima fumata bianca?

La stanza delle lacrime (o stanza del pianto) è la sagrestia della Sistina, guardando l’altare della Cappella Sistina si trova alla sua sinistra, e il luogo in cui il Papa neoeletto abbandona le vesti da Cardinale, per indossare quelle papali. Una camera estremamente semplice, provvista di un attaccapanni e una piccola panca, un vero e proprio spogliatoio, in generale un ambiente umile, a contrasto con la magnificenza da cui è circondato. Tuttavia, in questo luogo, così intimo, raccolto, quasi nascosto, si consuma un momento carico di emozioni, che porta con sé anche l’istante in cui la persona più in vista del mondo non è più colui che ha piena potestà sulla Chiesa universale, ma semplicemente un uomo, che si trova per un breve attimo a fare i conti con stesso e ad abbandonarsi ad un breve attimo di debolezza. Il considerevole peso delle responsabilità che poggeranno interamente sulle sue spalle e le altissime aspettative che i fedeli e il mondo in generale avranno nei suoi confronti sembrano soffocarlo, ma solo per un istante.

stanze delle lacrime
This handout picture released by Osservatore Romano shows the “Room of Tears”, a small room next to the Sistine Chapel with the vestments of the next Pope displayed in three different sizes, before the start of the conclave at the Vatican City, 12 March 2013.
ANSA/OSSERVATORE ROMANO

La sublime unione tra gioia e dolore che il nuovo capo del Collegio Episcopale prova in quel momento si esaurisce in breve tempo; è arrivato il momento di alzarsi, leggere i passi della Sacra Bibbia, il libro del Vangelo secondo Matteo 16,13-19, l’apostolo che, chiamato da Gesù, lascia di colpo tutto e lo segue: “[…] a te darò le chiavi del Regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla Terra sarà legato nei Cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla Terra, sarà sciolto nei Cieli”, qui Cristo spiega a Pietro e ai suoi successori il primato del servizio apostolico. Dopo di questo i cardinali prestano atto di obbedienza ed ossequio al nuovo Papa e intonano il “Te Deum (laudamos)”, per ringraziare la buona riuscita di questo evento che stava loro molto a cuore.
Dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro si estende un suono potente e, allo stesso tempo, rassicurante e infine Habemus Papam!

Flavia De Michetti