Odissea – Il film evento 2026 di Christopher Nolan.
2h 53m – Ulisse, re di Itaca, intraprende un lungo e pericoloso viaggio per tornare a casa dopo la guerra di Troia. Attraversando il mare insieme ai suoi compagni d’armi, si ritrova a combattere contro le forze della natura e creature mitologiche.
Riflessioni a cura di Caterina Luisa De Caro
“Dai mamma scrivilo!”
A chiedermelo è l’unico lettore che devo forzare a leggere quello che produco. Io che in questo momento sto meditando sul senso della scrittura e sul bisogno di farlo, visto che tutti, proprio tutti scrivono e pensano di essere autori di capolavori straordinari.
E la mia riflessione mi spinge a riflettere su come falsamente interpretiamo il mondo, perché ignoriamo quello che nei messaggi e i simboli siano evidenti, confondendo la cultura con l’istruzione, come chi pensa di potersi salvare perché acquista in negozi biologici, facendo finta di credere che basti l’etichetta biologica per sapere che sono incontaminati dai mille veleni che convivono nell’aria, nel suolo, e anche nelle piogge.
Mi scuso col lettore del lungo prologo, ma dovevo giustificare a me stessa il fatto di essermi rimessa a scrivere sebbene me lo vietassi, un poco per nausea di quello che vedo, un poco per evitare di guardarmi dentro. Ma l’invito rivoltomi dall’unico uomo cui non posso dire di no, quello per cui ogni volta ho tentato di essere coerente a me stessa, mi ha costretto a buttar giù queste riflessioni.
Il film di Christopher Nolan, in questi giorni nelle sale, è per me, un capolavoro. Sarà che vengo dalla lettura accanita di ciò che è mitologia, visto il lavoro che faccio, sarà perché ho molti amici che si occupano del mondo di OMERO, a cominciare da Felice Vinci, autore tradotto in molte lingue e primo scopritore dei riferimenti storici delle considerazioni di Omero nei luoghi dove effettivamente avvennero e di Valentina Ferranti, antropologa, uno scrittore di “Omero nel Baltico” ristampato recentemente col titolo ”I segreti di Omero nel Baltico” e l’altra di “Odissea. La storia di tutte le storie”.
Nell’interpretazione dell’Odissea di Omero di solito si centra il viaggio, il ritorno, il Nostos, la mancanza, per cui dal viaggio si torna diversi da come si era partiti. A livello esoterico, invece, si centrano altri riferimenti, più ermetici ed iniziatici: il bisogno di raccontare come sono fatti gli uomini e quali mondi seducono la loro psiche e il loro immaginario. Non per nulla tutto il racconto è suddiviso in tappe, da quella iniziale dove i compagni di Ulisse si perdono tra i mangiatori di loto all’ultima avventura sistematica e confortevole con Calipso, la ninfa che lega Ulisse a se mediante una cintura che ha la proprietà di fargli dimenticare le sue vicende e il suo dolore per creargli un mondo illusorio di pace e di conforto.
In fondo, la figura dell’amante che distrae l’uomo dandogli la sensazione di uno spazio a lui dedicato perché compie tanti sacrifici. Ma l’uomo Ulisse sente che questo non può per sua natura distoglierlo dalla vita e il ritorno a casa, che rappresenta l’impegno e la forza con cui affrontare le vicende e giustificare gli errori.
Questo è espresso nel cantico in Nausica la vergine, il ritorno alla purezza alle cose che ci riportano ai valori. Pascoli lo avrebbe chiamato il fanciullino, la parte di noi che rimane fedele all’immagine poetica e pulita che abbiamo del mondo. Per tornare dove? All’impegno, alla promessa di vita che deve ripulirsi di falsi valori per riconquistare quello che all’inizio eravamo. Non mi metto qui ad approfondire, ne avremo occasione in altri siti.
L’opera filmica di Nolan ha sorpassato tutto questo. Il canto di Ulisse nato come modello femminile, evidenziato da psicologi e esoteristi di notevole livello per svelare ed iniziare alla realtà della vita sessuale le adolescenti che poco sapevano, per raccontare loro come e a quali tentazioni il mondo maschile cade.
Nel suo film, Christopher Nolan sposta l’accento sul maschile e sulla consapevolezza esistenziale dell’essere uomini. Intanto i riferimenti storici, tranne le armature e i Lemuri, giganti viventi in Sicilia in tempi remoti secondo le leggende, riportano alle recenti scoperte che l’Odissea possa essere stata un racconto mitico del baltico, tanto è vero che Felice Vinci ha ritrovato i luoghi e i percorsi in questo mare, addirittura con i nomi del cantico di Omero.
Ma la riflessione più ampia sorprende la posizione di Odisseo, Ulisse, nella sua presa di coscienza che i predatori, i popoli del mare, che tanto facevano terrorizzare i popoli felici e pacifici del Mediterraneo fossero proprio loro. Pirati violenti e sacrileghi i greci lo erano, devastatori di culture e di grazia. Bellissima la rappresentazione nel film di Circe, donna che rende a chi la vuol molestare nella sua pace, la vera natura del suo essere. La bellezza di Elena nera, è contenuta come riferimento a chi sa di Alchimia nella terra niger, la terra che produce ogni bellezza. Non per nulla noi raffiguriamo ed adoriamo le madonne nere, ma anche su questo avremo modo di approfondire.
Ho buttato giù queste piccole riflessioni per mostrare come dietro un film apparentemente superficiale ci siano contenuti sublimi nascosti dietro il velame delli versi strani .
Caterina Luisa De Caro
Scrittrice

































































