Rieti, sabato 8 giugno “L’elemento umano” incontro con il fotografo e photoreporter Stefano Schirato

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L’evento è organizzato dall’Associazione Utopia Aps. Schirato è noto a livello internazionale per i suoi reportage fotografici su tematiche sociali.

di Andrea Macciò

Sabato 8 giugno si chiude la prima stagione di mostre e incontri presso l’associazione Utopia Aps di Rieti, nata per accogliere storie narrate attraverso la fotografia e per imparare a raccontarne di nuove. Il nuovo incontro è con Stefano Schirato, fotografo e photoreporter specializzato in reportage e fotografia “sociale”.

Il titolo dell’incontro è “L’elemento umano”.

Negli ultimi anni ci si interroga sempre di più su quale sia il futuro della fotografia di reportage caratterizzata da un proprio approccio allo storytelling e da uno sguardo “artistico” nell’epoca della “fotografia istantanea” postata sui social appunto a scopo di “documentazione” e delle Intellegenze Artificiali Generative. Anche il festival fotografico che si tiene a Voghera ogni anno quest’anno è stato dedicato a questo tema.

Se la fotografia “artistica” ispirata al pittorialismo e alla storia dei tableaux vivants non sembra essere minacciata dalle nuove dinamiche comunicative, nel fotogiornalismo e nella fotografia di reportage la capacità di “raccontare storie” e di cogliere l’elemento umano attraverso la macchina fotografica sembra essere oggi essenziale per distinguerla dalla mera “documentazione in diretta” dei fatti.

 

L’autore

Stefano Schirato nasce a Bologna 43 anni fa, dove si laurea in Scienze Politiche.

Nel 1998 vince una borsa di studio offerta da Nikon e Grazia Neri per un workshop con Paolo Pellegrin (Magnum). Nel 1999 per il sostegno di Emergency pubblica il suo primo libro sul dramma delle mine antiuomo in Cambogia, “Gli occhi della Cambogia”, con una prefazione di Ferdinando Scianna. Nel 2003 un lungo progetto fotografico sulla vita dei marinai nelle navi sequestrate viene pubblicato in un libro, “Né in terra, né in mare”, con prefazione del Premio Oscar, Giuseppe Tornatore, che visionato il lavoro ne incoraggia una pubblicazione. Da più di 20 anni Stefano si è diviso tra tematiche sociali e politiche di respiro internazionale, con frequenti incursioni come fotografo di scena e backstage degli ultimi film di Giuseppe Tornatore, con un attento interesse sui temi sociali da più di 20 anni. Collabora con diverse riviste, associazioni e ONG quali Emergency, Caritas Internationalis, AVSI, ICMC, con le quali ha partecipato a progetti sui diritti umani, crisi dei rifugiati e immigrazione clandestina. Da anni è impegnato in un ampio progetto sul legame tra inquinamento e malattie causate da condizioni ambientali malsane, nel 2011 ha documentato l’Ilva di Taranto e le conseguenze delle esalazioni dell’impianto industriale sugli abitanti; nello stesso anno, in occasione del venticinquesimo anniversario dall’esplosione del reattore nucleare della centrale di Chernobyl, si è concentrato sul traffico illegale di materiale radioattivo; nel 2015 ha iniziato a lavorare a Terra Mala, un libro che è nato seguendo la complessa realtà della cosiddetta Terra dei Fuochi, l’area in Campania a cavallo tra le province di Caserta e Napoli tristemente famosa per i problemi legate alle discariche. Il suo lavoro è stato pubblicato dal New York Times, CNN, Newsweek Japan, Al-Jazeera, Vanity Fair, Le Figaro, Geo International, Burnmagazine, National Geographic, L’Espresso; dal 2014 è docente di fotogiornalismo a Pescara, città in cui vive, per la scuola Mood Photography, di cui è socio fondatore ed è docente per la prestigiosa Leica Akademie.