RIAPRE LA NECROPOLI CON LA SPERANZA CHE GLI ETRUSCHI TORNINO A “PARLARE”

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DAL TAGLIO DEL PERSONALE, AL CALO DEI TURISTI PER PROSEGUIRE CON I DIFETTI DEGLI IMPIANTI TECNOLOGICI. RIUSCIRÀ A RISOLLEVARSI DALLA CRISI IL SIMBOLO DELLA CITTÀ UNESCO.

Riaprire sì, ma come? L’operazione rilancio della Necropoli a Cerveteri al momento si è avverata solo sulla carta. Perché c’è tanto da fare per recuperare il terreno perduto e onorare il riconoscimento di Città della Cultura, oltre che essere patrimonio Unesco dal 2004. Certo, la pandemia ha complicato la situazione.

La Banditaccia al momento si concederà ai visitatori solo nel fine settimane. Il sito archeologico non si era congedato nel migliore dei modi prima del lockdown. Intanto per il calo di presenze (e qui l’emergenza sanitaria non c’entra nulla visto che i numeri si riferiscono al 2019. Registrato quindi un record al negativo con 4mila visitatori in meno rispetto all’anno precedente (dati Ufficio statistica del ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo). Nel 2019 solo 41.342 i turisti in totale (i paganti 14.808) quando erano stati 45.733 nel 2018, con 17.371 ticket staccati ai paganti. Par fare un esempio nel 2012 i turisti censiti erano stati i 50.198 di cui 14.171 paganti. C’è da dire che invece ha tenuto bene il Museo nazionale archeologico Cerite che a differenza della necropoli ha retto l’urto della crisi tagliando il nastro del 2019 con 11.668 turisti, di cui 1.666 paganti. L’anno prima 12.431 il conteggio complessivo ma i paganti però erano mille in meno.

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Chiuso il capitolo sulle statistiche, nell’elenco dei disservizi anche il taglio al personale e il sistema multimediale completamente in tilt all’interno dei vari tumuli. Eppure il progetto delle tombe virtuali era stato inaugurato con entusiasmo nell’ottobre del 2011 dalla Regione Lazio, guidata da Renata Polverini, alla presenza dei noti ricercatori scientifici, Piero Angela e Paco Lanciano. Fu un giorno storico per Cerveteri perché gli etruschi avevano cominciato a parlare in 3D attraverso la tecnologia. Proprio la voce di Angela accompagnava gli appassionati in un viaggio virtuale nel passato alla scoperta della civiltà etrusca. Poi lo scorso anno il black out con annesse polemiche. Nella città cerveterana comunque c’è voglia di ripartire e magari di invertire la rotta grazie anche alle varie associazioni di volontari che hanno ripulito le aree esterne. Per fortuna che ci sono queste realtà a conservare i propri tesori.

A dare l’annuncio della riapertura della Banditaccia è il sindaco. “Contenti che finalmente dopo le spiagge – dice Alessio Pascucci – tornino fruibili anche i luoghi della cultura. Una ripartenza importante che ci apprestiamo a vivere con attenzione. Il turismo è uno dei pilastri per l’economia italiana e per quella del nostro litorale. Questo fine settimana sarà sperimentale, per capire anche in che modo possiamo porre degli accorgimenti affinché gli ingressi siano sempre più sicuri ma gradevoli allo stesso tempo per i visitatori”.

Tiene banco il nodo delle tombe interattive e del personale ridotto al lumicino. “Noi abbiamo fatto il massimo – sostiene il primo cittadino – non ci resta che sollecitare Ministero e Regione affinchè nel sito Unesco tornino quei servizi essenziali che meritano i turisti e i residenti”. L’opposizione però punge la maggioranza. “La Giunta dovrebbe essere più incisiva – critica Luca Piergentili, consigliere comunale leghista – perché la necropoli in questo modo è abbandonata. Non sono attivi neanche i bagni nel centro di accoglienza. Non si può contare solo sulla bontà dei volontari che mettono anima e corpo per dare un servizio alla comunità”.