Referendum Giustizia: per cosa si vota

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Si vota domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. La riforma entra in vigore oppure viene respinta nel suo complesso.

SÌ: la legge costituzionale approvata dal Parlamento entra in vigore.
NO: la riforma non entra in vigore. Resta l’attuale assetto previsto dalla Costituzione

Il referendum del 22 e 23 marzo 2026 sulla giustizia riguarda una riforma costituzionale che incide sull’organizzazione della magistratura. Il referendum riguarda la conferma o meno di una modifica alla Costituzione che introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.

Due CSM separati, selezione dei componenti tramite sorteggio e l’introduzione dell’ Alta Corte Disciplinare. Verso una scelta consapevole, se votare sì o no, ricordiamo che si tratta di un Referendum costituzionale confermativo (senza quorum). 
Votando SI entra in vigore la riforma (separazione carriere e nuovo assetto dei CSM).
Votando NO resta in vigore l’attuale sistema (magistratura unitaria e CSM unico).

Dunque, gli elettori sono chiamati a decidere se confermare o respingere una legge costituzionale già approvata dal Parlamento, che modifica diversi aspetti del sistema di autogoverno dei magistrati e del rapporto tra le diverse funzioni esercitate all’interno della magistratura.

Il cuore della riforma è la distinzione tra magistrati che svolgono la funzione giudicante e magistrati che svolgono la funzione requirente. La riforma introduce una separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Inoltre, il testo approvato prevede anche la creazione di due Consigli Superiori distinti, uno per ciascuna funzione, l’introduzione di un sistema di sorteggio per la selezione dei componenti degli organi di autogoverno e l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati.
 – Per chiarezza, si può dire che si crea un nuovo organo per giudicare i magistrati ma le decisioni più importanti e incisive restano legate ai futuri CSM. Rilevanti saranno le norme attuative successive. L’atto di fiducia è quello di credere che chi sarà deputato a scriverle sia più o almeno al pari dei padri costituenti nella costruzione.
La qualità dell’intera riforma è legata all’effettiva implementazione e all’equilibrio che il legislatore saprà garantire nella stesura di queste norme, cruciali per bilanciare l’indipendenza della magistratura e la responsabilità disciplinare.

Si tratta in sintesi di un referendum costituzionale confermativo, previsto dall’articolo 138 della Costituzione. In questo tipo di consultazione i cittadini sono chiamati semplicemente a decidere se approvare o respingere una riforma costituzionale già approvata dal Parlamento. Votare SÌ significa confermare la riforma e consentirne l’entrata in vigore. Votare NO significa respingerla e mantenere l’assetto costituzionale attuale.

Caratteristica principale di questo tipo di consultazione è l’assenza del quorum di partecipazione. Significa che il risultato è valido indipendentemente dal numero di cittadini che partecipano al voto. L’esito della consultazione dipende esclusivamente dalla maggioranza dei voti validamente espressi.

Nei Comuni di Ladispoli e Cerveteri è previsto un servizio navetta gratuito ai seggi per il quale è necessaria la prenotazione.
Ladispoli: entro mercoledì 18 marzo, nella fascia oraria 10:00 – 12:00, contattando i seguenti numeri telefonici:06 99231410 – 328 3140299.
A Cerveteri per usufruire della navetta è necessario prenotare entro le ore 18 di giovedì 19 marzo chiamando il numero 0689630203.

I seggi saranno aperti domenica 22 dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15.