Quando il Duce si fermò a Santa Marinella

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Un libro del professor Livio Spinelli racconta le ore che precedettero la marcia su Roma.

La storia racconta che Mussolini, prima di marciare su Roma, si fermò a Santa Marinella. Era il 28 ottobre del 1922.

«Si chiamava via Aurelia Vecchia, la strada dove si attestò a Santa Marinella la colonna La Marmora – racconta Spinelli – guidata dal Marchese Dino Perrone Compagni, che prese poi il nome di via della Marcia su Roma e oggi metà si chiama via della Libertà e l’altra metà via Roma. La notte tra il 28 e il 29 ottobre del 1922 il raggruppamento di Santa Marinella era stato completato con le squadre della provincia di Pisa, Lucca, Livorno e della Maremma, quelle di Carrara in ritardo per le difficoltà incontrate nell’occupare Massa. Pioveva a dirotto, i legionari avevano trovato rifugio in ricoveri di fortuna, cascine, pagliai in attesa dell’ordine per marciare su Roma.

Nel frattempo, le truppe del Re, obbedendo agli ordini ricevuti, avevano fatto saltare i binari tra Civitavecchia e Santa Marinella. Anche le linee telefoniche e telegrafiche erano state tagliate e da Santa Marinella il Marchese Perrone Compagni, per mettersi in contatto col comando supremo di Perugia, spedì ai quadrumviri una pattuglia in motocicletta con questo messaggio «A tutt’ora sono presenti circa 2500 camicie nere a Santa Marinella, e 6.700 a Civitavecchia. La linea tra Civitavecchia e Santa Marinella è interrotta, occorre trasbordare su un altro treno».

Mussolini dettò lui stesso il testo del telegramma, in poche ore a Roma si passò dall’ipotesi Salandra alla soluzione Mussolini, il quale ostentava un atteggiamento di intransigente rifiuto a ogni compromesso con il Re costretto alla fine ad accettare la soluzione del governo Mussolini». Tra le notizie, nel volume, c’è quella di un acceso scontro in parlamento tra De Gasperi e Mussolini, quando a un’interpellanza di De Gasperi il Duce rispose testualmente “porterò il trattato di Santa Marinella”.