E UN MAXISCHERMO TRASMETTERÀ L’INCONTRO. IL CERVETERANO RACCONTA LE SUE EMOZIONI: «VOGLIO QUESTA CINTURA PER DEDICARLA AI MIEI FIGLI»
«Voglio questa cintura per dedicarla ai miei figli». Il campione vuole prendersi tutto e il giorno della super sfida si avvicina. Per Cristian Malvitano vincere il titolo “Wba Mediterraneo” dei superleggeri è ciò che ora conta. Il pugile cerveterano non ha saltato un solo giorno di allenamento durante l’estate.
Oggi 19 settembre sfiderà sul ring Gianluca Picardi a Napoli, nella sua Casoria. Non avrà il pubblico di casa a sostenerlo ma tutte le persone che gli vogliono bene sono con lui. «Sento il supporto di tutti sui social – ammette Malvitano – ma anche per strada a Cerveteri, Ladispoli. Mi danno la carica e questo è importante per un pugile. Poi ho l’appoggio della mia compagna, della mia famiglia, di mia madre. Un giorno ai miei bimbi Ryan e Mia voglio raccontargli il significato di questa cintura. Poi è chiaro: vinca il migliore».
Una preparazione atletica maniacale per il 28enne e i suoi coach, Fabio Filippini e Luisiano Fiore, lo stanno guidando in un addestramento ad hoc per il match. «È stata un’estate lunga e calda – ammette il boxeur – ho combattuto solo il 18 luglio vincendo per ko contro il mio avversario. Ora siamo nella fase di calo peso. In genere per una gara normale ci vuole una preparazione di 30 giorni, per affrontare 10 round così invece occorrono più di due mesi e mezzo. Lavorare 40 minuti, massimo un’ora è sufficiente, l’importante è essere costanti e io non ho saltato un solo giorno in palestra».
Poi un commento sullo sfidante. «È un buon pugile, il padre è stato tante volte campione italiano. Lui si giocherà la cintura con il suo pubblico ma dovrà dimostrare tanto. A Casoria, quando sono andato, gli ho detto che voglio un Picardi preparato perché io andrò lì per vincere».
C’è un Malvitano sul ring e un Malvitano fuori. «Cristian fuori dal ring? Forse è meglio allenarsi – ci scherza su il campione – Mi alzo la mattina presto, porto i ragazzini a scuola, poi ho il lavoro e i mercati. Sono impegnato anche il fine settimane fino alle 3 di notte, ora magari ho allenato un pochino per il match del 19 settembre».
Il cerveterano si racconta ancora, soprattutto confida quanto il pugilato sia stato importante già sin da bambino. «La boxe dopo il nuoto è lo sport più completo – conclude – e ti insegna a come comportarsi in palestra e soprattutto fuori, per strada. Insegna il rispetto e mi ha tirato fuori un carattere che non avevo. Non riesco a smettere, ho iniziato a 12 anni e dopo 6 mesi già ero pronto al mio primo incontro. Chiaro, nel corso della carriera ho avuto delle difficoltà, un infortunio alla mano, a un certo punto avevo pensato anche di mollare. Però vivo di pugilato e quando sono sul ring non mi serve più niente nella vita perché ho la mia famiglia, la compagna e i piccoli che mi aspettano a casa».
Il match si potrà seguire all’interno dell’aula consiliare del Granarone. «Come Amministrazione comunale volevamo trovare un modo per fargli sentire il nostro sostegno – dice Manuele Parroccini, assessore allo Sport – : per questo, abbiamo organizzato la trasmissione diretta dell’incontro dove tutti i suoi amici, sostenitori e semplici appassionati di boxe potranno riunirsi e fare il tifo per lui».






























































