La croce dei maschietti de ‘na certa…
I consigli del fine settimana del dottor Marco
I francesi quando la prostata è ingrossata parlano di “sintomo di Saint-Beuve”. La storia è simpatica… Saint-Beuve era un celebre critico ed era l’amante di Adele, moglie di Victor Hugo, uno dei più grandi scrittori della letteratura francese. Questo loro legame durò praticamente tutta la vita. Ormai anziano, Saint-Beuve tutte le sere la incontrava, platonicamente. I racconti ci riportano che l’anziano era afflitto da una tale prostatite (siamo nell’800 e il problema non era risolvibile ancora chirurgicamente) che era obbligato a sedersi su due sedie. Su una appoggiava una natica e su un’altra, l’altra… Da allora è passato del tempo e ormai nessuno riferirà di una situazione come questa ma tante sono ancora le prostatiti, anche con una prostata meno compromessa; infiammazioni che insorgono per essere rimasti seduti per tanto tempo su una superficie dura fredda, determinando lo schiacciamento della stessa, cosa che il bravo Saint-Beuve, sapeva evitare. Questi pazienti poi nella vescica avranno sempre un residuo urinario e frequenti saranno le infezioni. Le urine sono sempre poco abbondanti, torbide, con muco e sedimenti. La persona avrà stimoli frequenti ad urinare, piccole quantità di urina, e per farlo dovrà spingere energicamente. In questi casi ci sarà di grandissimo aiuto la Chimaphila alla 9 ch, in granuli. Tre granuli, dieci minuti prima dei tre pasti e tre granuli prima di coricarsi. Sinergica sarà la associazione con il macerato glicerico di Sequoia gigantea. 160 gocce al giorno, pari a 6 ml, da disperdere in un bel bicchiere di acqua. A cena. Il tutto per un mese e mezzo. Interruzione di un paio di giorni per poi ricominciare.
OMEOPATIA CHE MERAVIGLIA!

Esperto in omeopatia dal 1985
Farmacia Solidale
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