PROPOLIS.
di Aldo Ercoli
Propolis (propoli) è una sostanza resinosa preparata dalle api. Il nome , che deriva dal greco “pro” (davanti) – “polis” (città), sta ad indicare la funzione digestiva svolta dalla propoli nell’alveare. Altra versione, sempre dal greco, “dintorni di una città”, ossia il favo, l’insieme delle cellette esagonali di cera con cui le api e le vespe depongono le uova, il miele ed il polline.
Da che cosa è costituito il propoli?
Da un miscuglio di sostanze resinose, gommose e balsamiche che le api raccolgono da gemme e corteccia di alberi (pino, abete, pioppo..) a cui si aggiungono secrezioni salivari delle stesse. Un’opera d’arte della natura, vischiosa di color bruno, utile nel chiudere gli interstizi dell’arnia, fissare i favi e ricoprire corpi estranei in via di putrefazione. Alla resina (50%),cera (35%), di essenziali (5%), polline (5%) vanno aggiunte le materie organiche e minerali (5%) che fanno di questo complesso composto un’ unicum quale disinfettante locale ( uso topico) di tipo anche riparativo e, se assunto per via orale, un valido immunostimolante per le difese dell’organismo umano.
Posologia:
Uso topico. T.M. applicazioni locali uno o più volte al giorno (soprattutto odontostomatologiche e dermatologiche). Anche unguento e crema.
Per via orale T.M. 20 gtt, diluite in un po’ d’acqua, 1-3 volte al giorno lontano dai pasti. Dalla medicina ufficiale il prodotto resinoso delle api è considerato un blando, un lieve disinfettante.
Ciò non vale per gravi ferite, ustioni ove necessitano potenti antibiotici. E’ in altre affezioni morbose che propoli esplica un’importante fusione antinfiammatoria, anestetica locale, cicatrizzante, antibatterica, antivirale.
Queste cinque sopraelencate sono le sue proprietà. Citavo le manifestazioni adontostomatologiche: gengivoraggie, afte, paradentosi, alitosi. Cosi come affezioni che colpiscono la pelle (dermatologiche): micosi, alcune forme di eczemi e psoriasi, escoriazioni cutanee oppure la mucosa delle labbra (cheilite) di grado lieve. Non certamente nella cheilite ghiandolare (colpisce il labbro inferiore) o la cheilite cronica ipercheratosica puntata (colpisce il labbro superiore).
Personalmente ho trattato con successo un paio di casi di cheilite da rossetto, dovuto all’intolleranza di alcuni soggetti per taluni elementi che entrano nella composizione dei rossetti per le labbra (ordinariamente la eosina). Molto più spesso ho utilizzato propoli nelle afte buccali e nelle gengivostomatiti.
Nessun vantaggio invece nelle manifestazioni gastroenterologiche (gastroduodeniti, reflusso gastroesofageo, iperacidità gastrica). Altri autori hanno avuto dei benefici. Per quanto concerne le proprietà immunostimolanti, capaci di aumentare le difese immunitarie la T.M. (Tintura Madre), per via orale è un valido sussidio nelle rinofaringiti e angine recidivanti (anche nelle tracheobronchiti e sinusiti) se utilizzata per lunghi periodi di terapia (due mesi).
Propoli ha proprietà antinfiammatorie ed immunostimolanti assai simili all’Echinacea sia nella prevenzione che nel trattamento dei processi infettivi delle vie aeree (H. Wagner, recenti studi condotti in Germania). Del resto questa pianta originaria del Nord America, era molto utilizzata dalle tribù dei Sioux nel curare e cicatrizzare le ferite (impacchi cutanei misti a fanghiglia contenente antibiotici).
Dal nuovo al vecchio continente: gli Egizi utilizzavano Propolis per la mummificazione dei defunti. Si deve a questo elaborato composto dalle api se, a distanza di secoli, le mummie si siano mantenute assai bene (oltre beninteso all’ambiente in cui venivano sepolte). Tossicologia. La presenza di sostanze resinose può provocare reazioni di tipo allergico in soggetti predisposti.
In conclusione ho voluto inserire in fitoterapia la sostanza resinosa preparata dalle api. Come già detto, contiene gemme e corteccia di molti alberi: Un punto di contatto, tra mondo vegetale e animale (secrezione salivare).



































































