Primo giorno di scuola, gli studenti si raccontano

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primo giorno di scuola

Impressioni a caldo di un’alunna della classe quinta: “Pensavo peggio!”

É suonata la campanella questa mattina alle 8.30 per molti studenti, anche per gli alunni alla scuola elementare Gianni Rodari di Ladispoli. Finalmente insieme fino alle 13 in questo primo giorno di scuola, esordio di nuove abitudini: ingresso scaglionato, distanziamento, mascherina e tanto disinfettante.

” Siamo entrati in fila – racconta Marta (nome di fantasia) un’alunna della quinta classe. Tutti con la mascherina in volto, ma solo all’ingresso – sottolinea. Quando siamo entrati abbiamo disinfettato le mani e una volta seduti abbiamo potuto togliere la mascherina. Intorno ai banchi, singoli una linea rossa ci indicava lo spazio da non superare, è stato bello tornare a scuola. Qualcuno di noi ha tenuto la mascherina anche da seduto, ma non era imposto. Solo quando eravamo in piedi dovevamo indossarla, come quando sono andata in bagno. La maestra ha scritto l’orario quando sono uscita dalla classe e anche quando sono rientrata dal bagno, ho disinfettato le mani anche dopo. A ricreazione ci siamo alzati un po’, dovevamo stare distanti ma ci siamo potuti muovere e presto, hanno detto le maestre, andremo in giardino a fare ricreazione all’aperto. È stato bello: pensavo peggio!”

La merenda consumata sul banco che dopo viene ripulito con le salviette disinfettanti. Anche il pranzo, quando verrà aperta la mensa, servizio previsto per il 24 settembre, sarà consumato in classe. Stessa emozione per Matteo, un bambino che frequenta la terza classe nel plesso Giovanni Falcone, meno espansivo rispetto a Marta ma con gli occhi che si accendono nel rispondere:”sono felice di stare a scuola, con i mei amici”.  Anche lui in classe dalle 8:30 alle 13:00.

Emozione completamente diversa per Ginevra, una ragazza che frequenta il terzo anno di liceo artistico a Civitavecchia. In classe sono in 15, dunque tutta la classe in presenza. Banchi singoli, niente mascherina da seduti ma tanta tristezza, dovuta – ci racconta – al marcato distanziamento. La vicinanza a questa età è importante più che mai e le norme anti contagio mettono tristezza.

Non tutti gli adolescenti sono stati a scuola oggi, qualcuno è in attesa domani di iniziare le lezioni da casa, collegato in sincrono con i docenti dalle 8.30 alle 12.30. Che emozione per loro, che facendo parte di una classe pollaio (in 28) non hanno una sede idonea ad ospitarli. Flavio è tra loro, lui ha sofferto nel mese di marzo, appeso al telefono con video lezioni su Zoom.  Non voleva perdere il contatto con quello che era il suo mondo, dove era felice e dove non vedeva l’ora di andare tutti i giorni. Nonostante la sveglia suonasse alle 5 la mattina, la calca sul treno, il sonno. Il suo ruolo nel mondo a marzo è svanito in un lampo e con esso la vitalità. Oggi per l’intera classe la campanella non è suonata e chissà domani cosa proveranno, l’apprensione dei genitori è tanta. I docenti hanno iniziato a scrivere ai ragazzi, sono stati assai carini, anche per loro non sarà semplice. Sempre domani, 15 settembre, sarà il primo giorno di scuola per gli studenti del Mattei di Cerveteri.  Irene è tra questi e ci racconterà presto la sua esperienza in solitaria.