Politica, intervista a Federico Ascani

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Sviluppo turistico e tutela ambientale, Ascani:” No al cemento residenziale: stop nuove case e sto”. 

di BARBARA PIGNATARO

Al suo terzo mandato a Città Metropolitana Federico Ascani di promesse ne ha mantenute e non smette di rinnovare il suo interesse verso il territorio dove è cresciuto a pane e politica. Figlio d’arte, classe 1981 aveva preso l’impegno di sollecitare Città Metropolitana affinché intervenisse per il rifacimento della segnaletica stradale all’ingresso/uscita sud di Ladispoli, così è stato. Da Palo Laziale a Torre Flavia lo stesso successo, viste le migliorie apportate al Monumento naturale Palude di Torre Flavia grazie al generoso contributo ottenuto per le opere di manutenzione straordinaria nell’oasi. Strategica la sua presenza nel consiglio metropolitano dove è riuscito a portare sul territorio contributi per varie istanze. “Secondo me il posto ha delle potenzialità dunque si lavora in termini di tutela, altresì verso lo sviluppo di un turismo sostenibile, portatore di benessere per la città”.

Federico AscaniParlando di turismo sostenibile, la cementificazione è un pericolo sempre in agguato. Come si difende l’area?
“Il progetto che ho presentato, quello di dare un’etichetta di turismo sostenibile è un progetto europeo che si chiama LABELSCAPE e andrà avanti a prescindere dalla mia presenza. I fondi ci sono dunque andrà a buon fine. Ovvio l’etichetta da sola non basta, se intorno all’area sorgono complessi residenziali è un peccato.

L’etichetta non tutela l’area da questo punto di vista?
La certificazione ambientale non incide sull’urbanistica. E, un’ulteriore area residenziale a Ladispoli sarebbe una follia. Non solo per i danni all’ecosistema, impensabile l’aumento della popolazione, anche considerando solo il problema, mai risolto, dell’acqua a Campo di Mare. Poi, c’è cemento e cemento, l’aumento delle strutture ricettive nel territorio sarebbe un evento positivo, uno stimolo per l’intero settore turistico.

Perché hai scelto la politica?
Nonostante i molteplici interessi, non poteva essere altrimenti. Sono figlio d’arte, sono cresciuto nella sezione dell’allora Pci con mio padre. Un pensiero a nonno Memmo, storico cittadino di Ladispoli distintosi per l’impegno sociale, c’è una targa in suo onore in centro città. Il 25 aprile scorso una cerimonia ha ricordato con affetto Domenico Santi.

Sei giovane e da tempo attivamente impegnato nel mondo politico, progetti per il futuro?
C’è tempo per pensarci. Per ora, pensando al partito un in bocca al lupo a Silvia Marongiu candidata a sindaco di Ladispoli. Come consigliere comunale e metropolitano rientrano nelle mie competenze le scuole superiori, di cui mi sono recentemente occupato, vedi la realizzazione di un nuovo palazzetto dello sport annesso alla scuola superiore dell’istituto alberghiero. E continuerò ancora a farlo insieme alle battaglie per il sociale. Un esempio è la recente mozione presentata in consiglio comunale in supporto dei papà. Ho chiesto di farsi portavoce dei problemi riguardanti i genitori di bambini nati prematuri, proponendo nelle sedi opportune il riconoscimento di maggiori diritti come ad esempio il diritto all’astensione dal lavoro per il periodo del ricovero in terapia intensiva. Credo fortemente nella costruzione di un futuro migliore.

A proposito di futuro, è da poco trascorsa la ricorrenza del primo maggio, per Mattarella il focus è stop morti sul lavoro, per Federico?
Oggi come ieri, Fare Rete. Non mi stancherò mai di dirlo. Le scelte devono essere condivise e partecipate. L’interesse comune deve essere quello della valorizzazione: sviluppo turistico e commerciale di tutta la Città in un contesto territoriale, tutela degli interessi morali, economici e commerciali delle categorie nonché del carattere particolare della città presa in considerazione con la promozione e l’organizzazione di tutte le opere che possano migliorare l’estetica dell’ambiente nell’interesse soprattutto di chi ci vive che potrebbe essere alla fine anche quello di un considerevole ritorno economico di fronte ad eventuali investimenti affrontati e nel contempo anche a vantaggio di un pubblico che potrebbe non solo essere composto da residenti ma anche, strano ma vero, da turisti che verrebbero di proposito a vedere quanto tale “sistema” potrebbe offrire e… soprattutto, a spendere soldi “veri” e creare nuovo lavoro, di qualità. È il modus operandi che ho cercato di portare avanti anche dal 2012 in qualità di delegato al turismo dell’allora amministrazione di centrosinistra.