Plasma iperimmune: “ne avremmo per tutta Italia”

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plasma iperimmune

«Perché il sistema sanitario nazionale non ha fatto nulla per immagazzinarlo?»

Pensare al Natale come un libera tutti sarebbe imprudente, benché molti italiani (1 su 3) pensa che la soluzione ci sia. Il vaccino. Ma c’è fiducia? Effetti collaterali, efficacia, mancata sperimentazione. La paura c’è, quando arriveranno le dosi e magari si vede il vicino che l’ha fatto e non è successo niente, l’esitazione scemerà. Anche se oggi il vaccino comincerà ad aiutare, non è per tutti, almeno fino a settembre. Le dosi non coprono l’intera popolazione. Bisognerà affrontare le prossime settimane, con quello che si ha a disposizione: presidi ospedalieri, farmaci, prevenzione. Plasma iperimmune. Mentre ristudiano il (vaccino) Remdesivir, perché il plasma non viene nemmeno citato?

Il plasma funziona? Si, almeno secondo il professor  Massimo Franchini, direttore di immunoematologia e medicina trasfusionale dell’ospedale di Mantova – “Attualmente la terapia di prima linea più efficace non solo secondo Mantova, Pavia e Padova, ma secondo tantissimi altri centri è il cortisone, l’eparina e il plasma iperimmune come agente antivirale”.
“Per mancanza di organizzazione abbiamo perso centinaia di potenziali donatori, sacche di sangue che avrebbero curato i malati di oggi. I pazienti trattati con il plasma sono tutti guariti. Non fa male e costa poco. Ma lo scandalo è che farmaci efficaci ci sono ma sono costosi, per poche persone mentre il plasma sarebbe disponibile per tutti. Ne avremmo per tutta l’Italia”.

“Il problema è oggi, che si può fare? Non si può aspettare il vaccino, donare sangue si può subito, facilmente. É prezioso. “Va fatto un appello: chi ha avuto il Covid se può donare, doni. Perché questa è un’arma importante”. Alessandro Politi e Marco Fubini tornano a parlarci del plasma iperimmune contro il coronavirus.

Oggi se vuoi donare  – dicono dal centro trasfusionale di Torino – devi fare un nuovo tampone a pagamento in quanto non viene più eseguito il secondo tampone di controllo a guarigione avvenuta, dunque per poter raccogliere plasma il donatore deve sottoporsi a sue spese a nuovo tampone per poi procedere.
Nella Regione Lombardia  a marzo è stato sperimentato il plasma con un riscontro positivo  – insistono  – non ha controindicazioni, al massimo non fa nulla”. Le Iene, Italia Uno, 19 novembre.

“C’è in giro un servizio pseudo-giornalistico che vorrebbe dimostrare come la terapia col plasma iperimmune sia la cura a portata di mano per il Covid-19”inizia così il post di Antonella Viola contro Le Iene.
Professoressa Ordinaria di Patologia Generale presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova e Direttrice Scientifica dell’Istituto di Ricerca Pediatrica (IRP-Città della Speranza), commenta il servizio televisivo della trasmissione: “Il servizio – scrive l’immunologa – mostra ospedali che la stanno usando e chiede ai medici se tra i pazienti che l’hanno ricevuta ci sono stati morti. Poi chiede ai pazienti guariti se la terapia ha funzionato e loro rispondono di sì, perché subito dopo si sono sentiti molto meglio. Ecco come distruggere il metodo scientifico in una manciata di minuti”.
Come riconoscere la verità?
La cura più efficace contro quello che all’unisono definiscono il nemico feroce?