Piccoli Etruschi crescono

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Il teatro è un gioco da bambini! Alla scuola dell’infanzia Luchetti 

Per i bambini della scuola dell’infanzia, il gioco non è una pausa dall’apprendimento, ma il linguaggio stesso con cui scoprono il mondo. Nel teatro, questa naturale predisposizione si trasforma nel magico “fare finta di…”. Così, i piccoli alunni di Cerveteri (dai tre ai cinque anni) si ritrovano a vestire i panni di antichi etruschi sotto la guida del regista e attore Agostino De Angelis.

agostino de angelis
Agostino De Angelis Attore e regista

A questa età, il confine tra realtà e finzione è sottile e il corpo parla prima delle parole. Attraverso il movimento, i bambini esplorano lo spazio e coordinano i gesti divertendosi, decretando il successo del laboratorio.

 

 

Le maestre della Sezione H (Emanuela Aquila, Sabrina Diodati e Consiglia Annunziata) confermano l’entusiasmo: “I bambini partecipano con curiosità, sentendosi liberi di esprimersi in uno spazio sicuro dove collaborare e valorizzare le proprie emozioni. Questo clima non solo favorisce il benessere individuale, ma costruisce relazioni più serene nel gruppo, migliorando la capacità di ascolto e l’attenzione. Il progetto di quest’anno, dedicato ai ‘giochi di oggi e di ieri’, mette a confronto i piccoli contemporanei con i loro coetanei del passato. Abbiamo chiesto ad Agostino e Desirée di sviluppare una storia a tema”.

Desirée Arlotta Presidente Associazione culturale ArchèoTheatron

Sebbene le insegnanti ritengano prematuro valutare un cambiamento radicale nella classe, l’impatto di una figura esterna è decisamente positivo, offrendo ai bambini uno stimolo fondamentale per la loro crescita cognitiva e relazionale. In pratica, il teatro a scuola è molto più che recitare un copione.

 

 

La conferma arriva dalle parole dell’insegnante Roberta Romanella (Sezione M): “La novità è per loro motivo di euforia; si agitano e si divertono, ma l’aspetto più importante è lo sviluppo della memoria, soprattutto grazie alle canzoni. Il teatro fa emergere la loro personalità: anche i più timidi, attraverso la drammatizzazione, riescono ad aprirsi. È un puro momento di gioia. L’emotività è una componente forte in questa fascia d’età e i bambini tendono a legarsi molto a chi vedono con regolarità. Quando gli esperti arrivano in classe, è sempre una festa”.

“La classe si impegna in questa nuova attività stimolante. Con soddisfazione noto una grande partecipazione: si divertono imparando le battute e cimentandosi nel ballo. C’è grande attesa per l’esibizione di fine anno”, conclude Giovanna Reitano, insegnante della Sezione B insieme alle colleghe Assunta Cappiello e Giovanna Ferraro.

Anche Gilda Cianrocca, Roberta Cicillini e Marina Gentile (Sezione E) seguono con dedizione il progetto. Quest’ultima ci racconta che “l’attività didattica è stata preventivamente concordata con il team docente al fine di progettare un percorso formativo adattandolo alle caratteristiche specifiche del gruppo classe. I bambini si sono affezionati agli operatori esterni i quali hanno dimostrato grande sensibilità e competenza. Il tema etrusco si è amalgamato al programma didattico di sezione, realizzando un lavoro finale molto interessante. Ne sono molto soddisfatta”.

Il pensiero condiviso da tutte le insegnanti è che il laboratorio teatrale cerca di infondere anche valori di accoglienza, inclusione, conoscenza del territorio e amicizia. La scuola è tutto questo e anche di più.

di Barbara Pignataro