Piazza Grande srl si toglie qualche sassolino dalla scarpa

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Riceviamo e pubblichiamo. 

Egregio Direttore,
all’esito della conclusione della vicenda penale che ha attenzionato il programma integrato d’intervento
di via delle Magnolie di cui siamo promotori, avvertiamo la necessità di operare alcune precisazioni.
Ci affidiamo alla Sua deontologia professionale, auspicando di avere sulla testata uno spazio adeguato,
che non pretendiamo pari a quello riservato a tutti i detrattori che si sono cimentati in questi mesi in
infamanti accuse, ma certamente idoneo a ristabilire il giusto equilibrio di giudizio sulla vicenda.
Vogliamo ringraziare la Magistratura, Amministrativa e Penale, per il lavoro svolto e per gli
approfondimenti operati sulla legittimità e sulla liceità degli atti compiuti dalla nostra società e dai
professionisti che ci hanno accompagnato sino ad ora.
Abbiamo atteso, secondo il nostro costume culturale, in doveroso e rispettoso silenzio il lavoro della
Giustizia, confidando nella serenità di giudizio e nella preparazione dei soggetti chiamati a vagliare
l’iniziativa urbanistica.
Abbiamo conseguito il pieno ed integrale riconoscimento delle nostre buone ragioni.
Da un lato il GIP del Tribunale di Civitavecchia, su espressa richiesta della Procura ha archiviato per
infondatezza la notizia di reato; dall’altro la Regione Lazio ha conclamato la correttezza dell’iter
urbanistico del programma integrato.
L’assenza di reato e di illegittimità amministrativa non ci ha spinto, come pure sarebbe stato possibile,
a proseguire nella battaglia giudiziaria ed invocare il ristoro di doverosi, ingenti, danni.
Al contrario, essendo Ladispolani, abbiamo preso atto della diversa visione urbanistica della città che
muove la nuova Amministrazione e, nonostante l’alterità politica, ne abbiamo recepito le istanze e le
prospettive per formulare una proposta – non abbiamo difficoltà ad ammetterlo – forse maggiormente
rispondente alle esigenze della città.
Così abbiamo scelto di erogare la differenza economica di € 175.000,00 nonostante sia assolutamente
chiaro dal provvedimento di archiviazione che le spese di pubblicità ben avrebbero potuto essere
inserite tra i costi di trasformazione.
Così abbiamo accettato di eliminare una palazzina, per far posto alla realizzazione di un centro
sportivo al di sotto della piazza (qualcuno nel recente volantinaggio ancora insiste nel qualificare il
relativo quadratino sul grafico come palazzo).
Così è stata cambiata l’opera a scomputo, donando alla città in luogo del campo di calcio, una piscina
il cui costo, alla fine, sarà ben superiore a quanto dovuto a titolo di contributo e rappresenterà insieme
alla palestra di scherma e al parco giochi inclusivo, un’opera di mecenatismo in favore della
collettività.
Il tutto senza strillare e senza infamare chicchessia, nemmeno gli improvvisati esperti urbanisti che dal
riparato anonimato dei social hanno vomitato ingiurie di ogni tipo, accomunandoci a fantomatici
potenti, etichettandoci come corrotti e corruttori e, di ciò ancor non paghi, pretendendo di corroborare
le proprie accuse con strampalate tesi giuridiche.
Oggi, finalmente, vediamo gli improvvisati legulei, interpreti e sovvertitori del diritto, incontrare
l’arresto da parte delle competenti Autorità Giudiziarie che hanno messo la parola fine alla vicenda e
zittito gli incompetenti in mala fede.
Oggi, finalmente, i meschini dietrologi debbono arrendersi, sconfessati dalla realtà delle cose che
ridicolizza le loro vili elucubrazioni.
Oggi, finalmente, assistiamo al ripristino delle regole, alla celebrazione della legalità ed alla
restituzione della dignità alla iniziativa urbanistica.
Quanto, infine, alla nostra dignità personale, caro Direttore, essendo gente perbene, nessuna delle
infamie subite poteva scalfirla. Di questo, Lei ed i Suoi lettori, siatene profondamente certi.
Cordialmente
                                                                                                             Piazza Grande srl