PER LA MORTE DI BENEDETTO ZAPICCHI

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vento

Tutto svanisce: come le foglie al vento.

Ho ripreso la penna, un foglio bianco, da tanto che non scrivo poesia in questo giorno che riposa stanco tra un riadare di nuvole.

La scia di un sole vivo traccia l’orizzonte. E mi ritorna in mente il tuo sorriso, l’innata gentilezza, la tua fronte che s’increspava sopra il magro viso.

É Natale, tra giorni. Il tuo Paese/il nostro, voglio dire, amico mio risuona di dolcezze, di pretese che risalgono il cielo del buon Dio.

Te ne sei andato senza alcun rumore, insieme con un folleggiar di vento a trovare, col battito del cuore, quel luogo che si dice assai contento;

quel luogo che mi resta sconosciuto nel quale spero di trovare amore a te ora palese, e forse fuso con il divino sguardo del Signore.

Ti rassomiglio al pino ch’è caduto lo stesso giorno della tua partenza: al forsennato vento lui ha ceduto la verde chioma della sua innocenza.

Mentre scrivo, è Natale fra tre giorni. Attendo la mia sera, e sopra un tetto della lunetta pallidi i contorni. E vola a te il pensiero, o Benedetto!

Dario Rossi