“A Pascucci non piace fare il sindaco”

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Lamberto Ramazzotti annuncia la sua candidatura con le liste civiche e stuzzica il primo cittadino

di Giovanni Zucconi

 

Lamberto Ramazzotti è una delle figure politiche più longeve a Cerveteri.

Leggendo il suo curriculum, scopriamo che dal 1978, ininterrottamente, ricopre cariche amministrative. Nel 1993 è stato eletto Sindaco con una propria lista civica. Tutto questo può sembrare irrilevante come premessa ad un’intervista che vuole parlare delle prossime elezioni amministrative, ma invece lo ritengo indispensabile per inquadrare meglio il politico Lamberto Ramazzotti del 2017. Anche se non sono il più attento tra gli osservatori della politica cervetrana, mi è sempre sembrata evidente la differenza del suo atteggiamento nei confronti dell’attuale Amministrazione, rispetto a quella degli altri consiglieri o politici di opposizione. Ho sempre avuto l’impressione di un’opposizione concreta e rigorosa, ma non ostruzionistica, lontana dal cavalcare troppo spesso cavilli o aspetti burocratici. Una opposizione che potrei definire olimpica, se mi fate passare il termine. Da dove venisse questo particolare modo di porsi di fronte all’attività e alle scelte della maggioranza, non mi era molto chiaro. Ma analizzando il suo curriculum, e dalle risposte che leggerete in questa intervista, mi sono fatto l’idea che Ramazzotti non soffre, come altri, della sindrome del “politico precario”. Come mi ha ricordato più volte nel nostro incontro lui, da sempre, dispone di un pacchetto di almeno 2.300 voti, che gli consentono di vivere il suo ruolo di Amministratore in modo indipendente dalle solite dinamiche politiche di destra o sinistra, di maggioranza o di opposizione, e di potersi concentrare solo sulla sostanza dei singoli provvedimenti. Fatta questa necessaria premessa, possiamo procedere con l’intervista, dove Ramazzotti ci fornisce un quadro non proprio edificante della classe politica cervetrana.

Consigliere Ramazzotti, le si candiderà a Sindaco nelle prossime elezioni amministrative?

Io mi candido a continuare a fare l’Amministratore a Cerveteri, ma in prima battuta non mi candido a Sindaco. A me piace il ruolo di Amministratore. Molto meno quello di politico. Mi piace l’aula, mi piace partecipare ai lavori di un Consiglio comunale potendo esternare il mio pensiero e le mie idee, e contribuire al bene della mia città.

Cosa vuole dire questo nella pratica? Ci sarà una sua lista?

Le liste Ramazzotti ci sono sempre state, e ci saranno anche in questa occasione. Due liste sono praticamente pronte, e le metto a disposizione di una coalizione che sia capace di esprimere un programma e un candidato Sindaco in grado di garantire quelle competenze e quella passione necessarie per fare rinascere Cerveteri. Sono liste costituite da molti giovani laureati, tra questi molte ragazze, motivati e disponibili ad impegnarsi seriamente per amministrare questa città. Io non ambisco a poltrone. Io le mie soddisfazioni le ho già avute. Ho fatto il Sindaco, l’Onorevole, il Presidente del Consiglio e l’Assessore all’urbanistica. Amo questa città e mi piacerebbe partecipare ad un suo risveglio. Quello che vedo adesso è una città dormitorio.

Se nessuna coalizione dovesse esprime un candidato Sindaco con le caratteristiche che lei richiede?

Se non ci fosse nessuno con le giuste caratteristiche, allora mi candiderei io. Però mi auguro che questo non avvenga.

Quindi lei attualmente punta solo ad un seggio di Consigliere

Io punto a tre seggi… Due li ho sempre ottenuti. Io in venti anni meno di 2300 voti non li ho mai presi. Ma a me non interessa quanti posti. Io dico questo: se c’è una persona o delle figure che rappresentano un programma e degli obiettivi condivisibili, noi possiamo appoggiarli con le nostre due liste.

Mi può fare qualche nome di candidato delle sue liste?

No. Ancora non posso. Stiamo facendo gli ultimi aggiustamenti e verifiche. Io non voglio fare liste di riempitura, ma voglio due liste costituite da persone che hanno la stima della popolazione. E siccome in politica contano i numeri, non prendiamoci in giro, abbiamo selezionato alcuni canditati che mi seguono da anni e che hanno superato le 140 preferenze nell’ultima tornata elettorale. Forse questa volta metterò in lista anche qualche nome famoso dello spettacolo della zona. Poi dipenderà da quello che faranno gli altri. Se ci saranno due o tre schieramenti, mi sta bene. Se invece ci sarà un’eccessiva frammentazione, con 10 o 11 coalizioni, allora ci sarò anche io come candidato Sindaco. Lo dico per un motivo molto pratico. Se le coalizioni sono un paio, appoggeremo una di queste. Se ci sono 10 candidati a Sindaco, arrivano al ballottaggio i primi due che raggiungono i 2500 voti. E in questo caso ci siamo solo io e Pascucci.

Come giudica l’operato del Sindaco Alessio Pascucci?

Pascucci è un giovane che stimo come politico, ma non come Amministratore. Non condivido i suoi metodi. Pascucci ha fatto cadere prima lo zio, poi Ciogli, e ha fatto una campagna elettorale basata su denunce poi archiviate. Però è il ragazzo più intelligente e il più preparato che io abbia visto amministrare negli ultimi 20 anni. Solo che non gli piace fare il Sindaco.

Come non gli piace fare il Sindaco?

A lui piace fare il politico. E’ un sindaco senza passione. Con indubbie capacità culturali, intellettive e politiche. Forse il migliore di questi ultimi 20 anni a livello politico. A livello di Amministratore a Pascucci manca il cuore. E la città gli risponde ugualmente senza cuore: lui passa in piazza e non lo saluta nessuno, non lo accosta nessuno. Perché è distante da questa città. Lo stesso vicesindaco Zito è un ragazzo che si impegna e che si da fare, ma l’Amministrazione complessivamente è vuota. Questa è un’Amministrazione destinata a perdere le elezioni. Se fa un sondaggio per strada, nessuno dice di averla votata.

Lei è stato molto chiaro. Ma i fatti dicono che attualmente l’unico candidato Sindaco a Cerveteri è Pascucci. Questo io non lo trovo normale. Tra pochi mesi ci saranno le elezioni, e ancora non ci sono i candidati a Sindaco. Potrebbe fare esempi di candidati che potrebbero proporre le coalizioni di centro destra e di centro sinistra?

E’ vero. Ancora non ci sono altri candidati, ma è spiegabile. Tutti e due gli schieramenti hanno delle difficoltà. Innanzitutto io credo che nelle condizioni attuali uno dei due candidati non andrebbe al ballottaggio. Lei mi chiede di fare delle ipotesi. Io non conosco bene la vita del PD, ma credo che al di là di tutte le cose che stanno facendo e stanno dicendo, ipotizzo che Pascucci, visto i rapporti che sa tenere a livello politico con Zingaretti o con Franceschini, alla fine la spunterà e sarà il candidato Sindaco del centro sinistra.

E per il centro destra?

Nel centro destra la situazione è altrettanto difficile. Cerveteri è sempre stata una città di centrodestra. Ma poi assistiamo a questi giochetti di personalismi, queste guerre tra di loro. Tutti che vogliono essere colonnelli senza accademia. Questo non li porta da nessuna parte. Quello che si prospetta, anche se mi auguro di sbagliarmi, è che tutti vorranno fare il candidato a Sindaco. Non per fare il sindaco, ma per diventare Consigliere comunale. Perché, come sa, il primo che scatta è Consigliere comunale. E se c’è questa frammentazione ci sarà per loro un grande punto interrogativo. Infatti non è detto che se hai 10 candidati a Sindaco, poi avrai tanti Consiglieri che poi si alleano. In queste condizioni i voti si disperdono, e non è detto che si possa raggiungere il numero sufficiente per essere eletti.

Mi può fare un nome per il centro destra?

Per il centro destra sento fare il nome di un vicequestore, che è un bravissimo ragazzo di 40 anni che abita a Cerveteri, e che io conosco molto bene. Non so quanto sappia amministrare, però come persona è molto valida.

Se lo tengono nel cassetto per non bruciarlo?

No. Secondo me ci sono tutta una serie di personaggi che non vogliono prendere la città come coalizione, ma vogliono candidarsi loro, e non hanno i voti personali per essere eletti. Questo porterà ad una grande frammentazione.

Vorrei fare un passetto indietro e commentare la sua attività di Amministratore in questa legislatura. Ho notato una certa differenza del suo comportamento rispetto a quello degli altri. Lei ha quasi sempre fatto interventi molto mirati, circostanziati, e non necessariamente contro

E’ vero… Tagliarselo per fare dispetto alla moglie è stupido, e purtroppo l’intelligenza non si compra. Quando uno viene eletto dalla gente, anche se non fa parte della maggioranza, è giusto che voti a favore di quei provvedimenti che possono portare un beneficio al paese. Le faccio un esempio molto pratico: io ero a favore del mega centro commerciale proposto dall’Amministrazione Ciogli, perché a Cerveteri servivano opere come quelle. Quell’operazione è poi saltata, e Pascucci ne ha proposta una simile da un’altra parte. Se ho votato sì l’altra volta, adesso non posso dire no. Certo, i tempi sono cambiati, e prima di votare per il centro commerciale ho chiesto degli emendamenti importanti. La maggioranza ha accolto tutti i miei emendamenti, e ho portato quindi il mio contributo. Perché avrei dovuto votare contro? Per me questo dovrebbe fare un Amministratore eletto dal popolo: fare gli interessi della città, e non fare opposizione a tutti i costi. Lo sto facendo anche adesso che siamo già in campagna elettorale. Prima viene l’interesse di Cerveteri, e poi il ruolo dell’opposizione. Poi ci sono state anche iniziative assolutamente non condivisibili, e che ho combattuto duramente, come l’aumento del 35% delle nettezza urbana. Ci sono famiglie che non arrivano a fine mese e un progetto dai 4 ai 7 milioni non l’avrei fatto.

Cosa chiederebbe al futuro Sindaco per fare decollare Cerveteri?

Io non vedo a Cerveteri una reale mancanza di infrastrutture. Per fare decollare l’economia dobbiamo innanzitutto incentivare gli investimenti privati. Che non significa costruire case: è finita l’era del costruttore. A Cerveteri mancano gli imprenditori, quelli che fanno progetti a lungo termine. A Ladispoli hanno tutti criticato il Mac Donald, che però ha portato lavoro.

Sono d’accordo con lei con questa analisi. Ma come possiamo portare gli imprenditori a Cerveteri?

Si portano sburocratizzando e detassando il più possibile. A Cerveteri tutti i piccoli negozi chiudono anche perché l’occupazione del suolo pubblico e la TARI sono alle stelle, e per mettere un’insegna ci vuole un anno.