PASCUCCI, FEDERICA BATTAFARANO LA SCELTA AZZECCATA

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Federica Battafarano

80mila euro, danari che gridano vendetta per i risultati ottenuti dal loro utilizzo.

di Toni Moretti

Le feste Natalizie e quelle per l’arrivo del nuovo anno, dovevano essere probabilmente, nel disegno del poliedrico sindaco Pascucci, la consacrazione ed il riconoscimento irreversibile del fatto che l’assessore alla cultura, Federica Battafarano, fosse la scelta più azzeccata, che potesse andare oltre. Sfondare cioè sull’affermazione di personalità, a dire il vero abbastanza modeste, che vedevano, come punto di riferimento il vice sindaco Giuseppe Zito, non fosse altro per la continuità dell’impegno che ha dimostrato nel tempo e per l’abnegazione a correre anche qualche rischio in operazioni di copertura. Ma nel cervello e nel cuore c’era altro. Il bene e l’interesse dei cittadini c’era ormai chi lo vedeva solo nelle qualità, sia pure non eccezionali e nelle fattezze di chi, magistralmente pompata, avrebbe potuto garantire una continuità politica basata sugli annunci entusiastici del faremo, del non è stato mai fatto prima, di grandi progetti dal fiato corto, nei quali si soffiava dentro come nei palloncini. E’ per questo motivo che alla Battafarano probabilmente, grazie alle indiscusse influenze del sindaco alla Regione Lazio è stato dato “l’aiutino” affinché Cerveteri diventasse la città della cultura della Regione per il 2020, ed è per questo motivo che per la “Cultura”, alla quale è stata data in assoluta autonomia l’organizzazione degli eventi per i festeggiamenti di Natale e del nuovo anno, sono stati assegnati circa ottantamila euro, danari che gridano vendetta per i risultati ottenuti dal loro utilizzo, quasi all’indomani del diniego, per mancanza di fondi, di un contributo per le luminarie in Piazza Risorgimento, alle quali i commercianti hanno dovuto autonomamente provvedere organizzando una colletta.

Un flop di partecipazione la notte del 31 in Piazza Aldo Moro, dove numericamente le forze dell’ordine erano superiori al pubblico presente. Un flop di partecipazione al concerto, tanto voluto, tanto reclamizzato e tanto costoso di Cristina D’Avena, si parla di trentaseimila euro tra “ varie ed eventuali” che sono oggetto di accertamento dei due soliti “rompiscatole” consiglieri di opposizione Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando che non si fanno mai i fatti loro, sempre proiettati come sono, verso una “maniacale” ricerca di legalità e trasparenza.

Ma misteriosamente, a far sì che nessuno non potesse parlare di questi eventi inconcludenti ecco sorgere la polemica sollevata da una mamma indignata di un transessuale che guarda caso assisteva al concerto della D’Avena, per una frase irriverente e a sproposito del front man della band che l’accompagnava rivolta a Vladimir Luxuria che ha ironizzato sulla lunghezza delle “Spade” tra la stessa e Lady Oscar. Il caso mediatico che ne è seguito potrebbe essere la genialità che ha impedito la vera lettura da dare al fenomeno e cioè che il popolo dei ragazzi di Cerveteri abbia voluto dire alla Battafarano: Non sei la nostra cultura, non la rappresenti ed è per questo che noi non veniamo?

Toni Moretti.