In cerca di pane e… fiori a Venezia. Ovvero la sottigliezza dell’umorismo, con personaggi in viaggio.
“Pane e Tulipani di Silvio Soldini, si posiziona a metà strada tracinemaautorale ed entertainment. Una casalinga imprigionata in una vita invivibile si ritrova a ricominciare a vivere in una Veneziamagnetica, lontana dal turismo di massa, un “non luogo” in cui incrocia la sua vita con quella di altri personaggi (ironici, quasi inadeguati, sempre in movimento) e comunque tutti in cerca d’amore.”
Fuga da una vita mediocre – Interiorità e sentimento
Il film di Soldini tocca i vertici estremi dei suoi ritratti femminili, la sua èl’esplorazione di un’Italia ancora divisa tra Nord e Sud,è la storia di una fuga da una vita mediocre, dove l’approdo è una Venezia colorata, popolata da piccola gente buffa e marginale.Il film comincia a Paestum e finisce nella città lagunare.La parte di road movie nel film è – ancora una volta – molto importante: una Venezia inedita, spesso notturna, quella delle piccole calli e dei campielli, di alberghetti nella “pancia” delle navi, trattorie semplici, canali pieni di sporcizia, carte che volano.”I tulipani non provengono dall’Olanda come tutti credono”, rimbrotta Fermo, l’anziano fioraio anarchico, “bensì dalla Persia, tant’è che Le mille e una notte ne è pieno”.
Là dove batte il Caso, o nel grigiore del mènage à quatre, la Venezia di Pane e tulipani non è mai una cartolina turistica.
Piazza San Marco e il suo campanile poco si vedono, sfuggono all’occhio del filtro turistico solo nel riflesso degli occhiali di Rosalba. Quest’opera di Soldini è tra le migliori cose espresse dal cinema italiano di fine 900, dopo la belle prove precedenti soprattutto con Le acrobate (1997) e L’aria serena dell’Ovest (1990
Il regista dismessi i panni dei suoi esordi,questo suo insostenibile stato dell’essere ci “sospende” in due ore dalla opprimente realtà, popolando il nostro mondo di personaggi retrò,donne dimenticate agli autogrill e massaggiatrici sognanti.Un racconto lieve,in una Venezia labirintica,gonfia di realismo magico.I personaggi di Soldini sono sempre personaggi “mobili”, fisicamente in viaggio, verso sud o verso nord non importa, ma sempre in“divenire”, alla ricerca di sé stessi. Così è per Rosalba, che vive un’alienante ménage piccolo-borghese, e il caso la sbatte,a centinaia di chilometri da casa.
In una Venezia lontana da quella da cartolina, fatta di ambienti angusti, fisarmoniche negli armadi e tanti fiori, la protagonista, con i suoi vestiti multicolori, troverà l’amore grazie a un gentile cameriere di mezz’età, ricordando un po’ la Jasmin di Bagdad Café. È un film semplice, senza la pretesa di trasmettere morali o messaggi complessi.
Solitudine e disponibilità, egoismo e tolleranza sono al centro di questo piccolo cult italiano, discreto e umano. Il tema dell’apertura al prossimo, in un mondo pieno di egoismo, accomuna Pane e tulipani alla commedia all’italiana di Mazzacurati, il cui delizioso esordio, Notte italiana, Soldini cita nella scena della balera con la pedana mobile.
Il comico-ironico velato d’amore e avvolto da una cifra stilistica con fine recitazione
”Rosalba da quando lei è partita la mia vita è una palude, la notte mi tormenta e il giorno mi delude”
Ci sono piccoli tocchi comici davvero meravigliosi, come quando il “detective”- idraulico viene minacciato col fucile da Fernando.
Pane e tulipani è una commedia leggera un po’ “visionaria”, è una ventata di aria fresca e senso di libertà. Ha una cifra recitativa ed attoriale notevole, con il linguaggio e i modi di una composizione pittorica: i fiori di lei e il Déjeuner sur l’herbe (a Porto Marghera), dove si realizzerà nel finale, in quella festa nel campo in cui Rosalba suona alla fisarmonica La gazza ladra. Il film è anche un delicatissimo dialogo poetico tra due (diverse) solitudini, quelle di Rosalba e Fernando. E, rimanendo in un atteggiamento pudico, lei si copre quando lui entra nella stanza dove è a letto. Ma è Fernando che vive il suo umanissimo intimo melodramma.
È diretto con una dolcezza che spesso si associa alla sensibilità di una regista donna, sebbene il regista sia un uomo e la co-sceneggiatrice una donna. D’altronde, una donna può spesso comprendere meglio un’altra donna. Restaurato a 25 anni dalla sua uscita, Pane e tulipani è un bel film romantico, un gioiello di leggera poesia.”
Una curiosità fra le tante
Il regista britannico Ken Loach nello stesso anno girò Bread and Roses.

a cura del Prof. Michele Castiello
Docente di Storia del Cinema & Musica


































































