Palo Laziale, una tartaruga marina ha deposto le uova

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La notte del 17 giugno, sulla spiaggia di Palo Laziale, una tartaruga marina (Caretta caretta) ha deposto le uova. Ha fatto un primo tentativo che non è andato a buon fine per le troppe pietre nella sabbia, così si è spostata di una decina di metri ed è riuscita a deporre le uova in una buca poco profonda. Sulla spiaggia verso le 8 del mattino mi sono quindi trovato di fronte a due coppie di tracce ravvicinate che sembravano quelle di un piccolo cingolato. Di sicuro sarà ritornata in acqua molto affaticata, ma riuscendo nell’impresa. Sono poi intervenuti gli zoologi e volontari di Tartalazio per il recupero e il trasporto delle uova in un luogo più sicuro e lontano dall’acqua. E’ una gran bella notizia, per questo tratto di costa poco frequentato e in buona salute.
Alcune informazioni su Caretta caretta:
La tartaruga marina del Mediterraneo è la Caretta caretta, nel nostro mare vive anche la tartaruga verde (Chelonia mydas) che però non nidifica in Italia. Rispetto alle testuggini terrestri, sono più schiacciate per ragioni idrodinamich e hanno le zampe anteriori trasformate in lunghe pagaie per il nuoto. Trascorrono tutta la vita in mare, salvo nel periodo riproduttivo quando le femmine, dopo l’accoppiamento, salgono sulle spiagge per deporre le uova, sempre di notte per non essere disturbate. Le uova sono simili a  palline di ping pong e vengono deposte in una buca scavata con gli arti posteriori. Dopodiché, la tartaruga ricopre la buca e sparpaglia la sabbia per non lasciare traccia del nido. La schiusa avviene dopo circa 2 mesi e il sesso dei piccoli è determinato dalla temperatura della sabbia, sopra i 29 gradi nascono soprattutto femmine e viceversa Per le tartarughine il tragitto verso il mare è molto pericoloso, soprattutto per via di granchi e uccelli, o di luci d’abitazioni che possono disorientarle. Una volta giunte all’acqua il peggio e passato, ma i pericoli non sono certo finiti e solo una su centinaia riuscirà ad arrivare all’età adulta. Se femmina, tornerà a deporre le uova sulla stessa spiaggia dove è nata decenni prima. Si orienterà utilizzando il campo magnetico terrestre, grazie a minuscoli cristalli di magnetite presenti nella testa.
Luciano Bernardo
Biologo marino  – Roma