A CERVETERI IL SINDACO FA DIETROFRONT SULL’ASL.
Se ne sono dette già molte ma Oss e infermieri hanno ancora protestato platealmente per le condizioni dell’ospedale Padre Pio di Bracciano. E sono andati direttamente nella sede centrale Asl di Civitavecchia esprimendosi pure col megafono per richiamare l’attenzione dei vertici sanitari. Parlando con alcuni di loro, l’elenco delle criticità non è poi così banale, anzi. Spicca il fatto della mancanza di presidi e di letti non adeguati non elettronici ma attualmente, nel 2026, con manovelle a mano.
«Condizioni da preistoria – alza la voce Barbara – per Oss, medici e altri operatori. Non abbiamo presidi, non ci sono comodini, i letti si alzano e si abbassano con la manopola. Il sollevatore è rotto da anni. Fino a un mese fa svuotavamo i sacchi delle urine in altri contenitori. Stiamo cercando e vogliamo svolgere il nostro lavoro al meglio, per
assistere il malato e dare tranquillità alle famiglie. Non siamo marionette».
Non c’è nemmeno un presidio per contenere, eventualmente, dei pazienti agitati e c’è il rischio conseguente di cadute, per altro frequenti come segnalato. «Le sacche delle urine vengono svuotate in contenitori destinati all’uso dei taglienti aperti in alto – racconta un’altra lavoratrice – con possibili contagi. Per non parlare della mancanza di personale amministrativo infermieristico e soprattutto la mancanza di Oss. Gli infermieri la notte non avranno più Oss ma dovranno chiedere aiuto ad altri reparti con conseguente demansionamento della figura professionale infermieristica e assistenza al paziente scarsa».
La Asl continua a rassicurare ma sul territorio le crepe vengono evidenziate a più livelli. Si è parlato già ad esempio del botta e risposta tra il sindaco di Cerveteri, Elena Gubetti,
dopo la chiusura del consultorio di via Martiri delle Foibe e del dietrofront dopo il sopralluogo e le relative rassicurazioni della direttrice generale della Asl Roma 4, Rosaria Marino e della direttrice sanitaria Cristiana Bianchini nei locali di via Suor Maria Crocifisso Curcio.
«Cerveteri potrà contare su una Casa della Comunità efficiente e vicina ai cittadini», è il dietrofront del primo cittadino che ha cambiato idea ini pochi giorni. «Nelle intenzioni dell’Asl, c’è quella di fare di questi spazi un vero e proprio polo d’eccellenza territoriale, dove l’utenza potrà trovare tutti i servizi primari di cui necessita, con la presenza di specialisti quali l’ortopedico, il dermatologo e il cardiologo, oltre a tutti i reparti di screening e prevenzione».
In tanti però puntano il dito contro disservizi settimanali. Ad esempio l’assistenza domiciliare è stata ridotta al massimo. Non vengono più inviati fisioterapisti e altre figure professionali ai malati d’Alzheimer. Un aspetto che sta passando in secondo piano ma che penalizza moltissime famiglie. «Si parla tanto di questo polo sanitario ma non si sa che fine faccia l’ufficio Protesica che dal primo gennaio è chiuso funzionando solo online», segnala Maurizio Falconi.
































































