Fino al 31 luglio modifiche e cancellazioni. Protestano i comitati: «Bus sostitutivi insufficienti e treni strapieni di crocieristi».
Quattro giorni di inferno per l’assenza di treni, un futuro incerto come non mai per via dei perenni lavori e un presente pieno zeppo di disagi per studenti e lavoratori in viaggio verso la Capitale. È sempre più un’odissea la vita dei pendolari (oltre 12mila solo quelli che affollano quotidianamente le stazioni di Ladispoli-Cerveteri e Cerenova).
Se da una parte i problemi della settimana scorsa sembrano alle spalle, preoccupata la situazione che riguarderà i prossimi mesi. Questo perché Rete Ferroviaria Italiana ha annunciato modifiche alla circolazione ferroviaria sulla linea Roma–Civitavecchia–Pisa fino al 31 luglio 2026.
Le variazioni, legate a lavori programmati lungo la direttrice tirrenica, interesseranno numerosi collegamenti regionali e interregionali. Perciò, già da lunedì scorso, alcuni treni hanno subito modifiche di orario, limitazioni di percorso o cancellazioni, con possibili servizi sostitutivi nelle tratte interessate dagli interventi.
«Il nostro viaggio dura almeno 20 minuti in più rispetto a prima – denuncia Giorgia – e poi le corse non sono frequenti come prima. Una situazione assurda».
Attacca il Comitato Pendolari Litoranea Nord. «Per la conseguente chiusura della linea sono stati messi a disposizione pullman sostituitivi che però non riescono a sopperire alla richiesta. La scarsa presenza dei bus ha afflitto gli utenti di tutta la tratta e in special modo a Torre in Pietra e Maccarese dove a causa delle corse piene che non si fermavano, le persone hanno dovuto aspettare fino a 45 minuti».
Reagiscono le associazioni di categoria. «Inconcepibile procedere con dei lavori in piena estate – commenta Biagio Camicia, presidente di Consumatori Italiani più Forti Ladispoli-Cerveteri – a mio avviso si sarebbero dovuti programmare nel periodo di Ferragosto magari. Non si tiene mai conto delle esigenze dei cittadini. Problemi che si aggiungono a problemi dato che è stato risolto il dilemma dei crocieristi».
Camicia tocca un altro tema particolarmente sentito da migliaia di persone: l’assenza di posti sugli scompartimenti strapieni di turisti con le valigie che occupano anche i corridoi. Per chi prende il treno sulla Fl5 da Civitavecchia, Santa Marinella, Cerenova e Ladispoli è un mantra che si ripete ogni giorno. Già nello scalo di Ladispoli si fa fatica soltanto a salire sulle carrozze e in molti, negli orari di punta, sono costretti ad attendere i treni successivi.
I “forestieri” utilizzano le corse normali dei pendolari perché quelle a loro dedicate del “Civitavecchia Express” costano di più. Il fatto che offrano un collegamento rapido tra il porto e le stazioni della Capitale passa in secondo piano rispetto al prezzo. Qualche volta è accaduto che i controllori facessero scendere delle persone perché non c’era proprio possibilità nemmeno di camminare per le borse le valigie a terra.































































