NON PIANGERE BABY MINE

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Dopo ben più di mezzo secolo, torna al cinema in live action, con un cast stellare, Dumbo, il classico della Disney. La storia è la stessa del cartoon. La regia è firmata da Tim Burton, premiato con il David di Donatello alla carriera.

di Barbara Civinini

Sul filo della memoria torna al cinema il remake del classico Disney del 1941: Dumbo. Un legame che il visionario Tim Burtun non ha voluto recidere. Non piangere bimbo mio, dice la canzone – mentre mamma elefante è dietro le sbarre – con la dolce voce di Elisa, nella versione italiana, che riprende sapientemente quelle che furono le note dell’iconico brano contenuto nella colonna sonora, premiata con l’Oscar. Lavorare con Disney in un film diretto da Tim Burton è molto più di un sogno che si avvera, ha confessato la cantante, che presta la voce alla sirena del circo, Miss Atlantis. La storia dell’elefantino, ispirata al racconto per bambini Dumbo Jumbo di Helen Aberson, è la stessa del cartone che ha tenuto inchiodati alla sedia i nostri genitori, o quasi. Holt (Colin Farrell), un tempo artista del circo, dopo aver combattuto in guerra, torna a casa profondamente cambiato. Il proprietario del circo, Max Medici lo ingaggia per prendersi cura di Dumbo, un cucciolo di elefante con due orecchie enormi che lo rendono lo zimbello del circo. Ma quando i figli di Holt scoprono che Dumbo è in grado di volare, l’imprenditore dalla lingua biforcuta V.A.Vandevere e l’acrobata Colette Marchant (Eva Green) ne fanno una star. Nel live action però c’è una singolare inversione delle parti. Danny De Vito che aveva interpretato il cattivissimo Pinguino in Batman Returns (1992) adesso ha un ruolo positivo: è Mr. Medici, il proprietario del circo dove nasce l’elefantino, mentre Michael Keaton, dismessi i panni dell’eroe, adesso è il perfido Mr. Vandevere. Il regista di Beetlejuice (1988), di Edward mani di forbice (1990) e de La sposa cadavere (2005), spicca il volo insieme al suo Dumbo per regalarci un cortometraggio inteso e poetico, capace di catturare il pubblico di grandi e piccini, proprio come in tutti suoi film. La pellicola è stata realizzata con una tecnica mista che unisce il live action alla tecnologia CGI. L’idea di un eroe che trasforma in vantaggio un suo enorme difetto, come riesce a fare Dumbo – ha affermato Tim Burton, come riporta ANSA – è ciò che più mi attrae di questa storia. A quanti hanno voluto vedere nella separazione dell’elefantino dalla mamma un riferimento alla politica di Trump, il regista però ha ribadito che si tratta solo di una favola. Dunque un film dal cast stellare di buoni sentimenti che celebra anche il valore della diversità. Il giorno prima dell’arrivo in sala del film, il regista ha ricevuto il David di Donatello alla carriera. Burton – ha detto Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – è certamente uno dei grandi innovatori della storia del cinema e la sua opera è la visionaria prosecuzione di una grande tradizione culturale che parte da Edgar Allan Poe, attraversa l’espressionismo e il surrealismo, l’illustrazione e il fumetto, per arrivare fino all’arte digitale. Il remake di Alice in Wonderland incassò più di un miliardo di dollari. Chissà se il piccolo Dumbo saprà fare di meglio.