NOI SIAMO NATURA

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La Nature Restoration Law è diventata realtà.

I cittadini dell’Unione, secondo il recente sondaggio Savanta, si sono dichiarati molto favorevoli. Il 90% degli ambienti degradati dovrà essere ripristinato entro il 2050.

L’Unione ha fatto un altro passo in avanti verso un’Europa più verde, grazie soprattutto a una grande mobilitazione civile, con l’approvazione del nuovo regolamento per il ripristino della natura. La normativa è stata fortemente sostenuta dagli ambientalisti, in particolare da 300 associazioni, di cui 32 italiane, incluso lo storico Ente Nazionale per la Protezione degli Animali (ENPA).

Si tratta di una normativa paragonabile, per importanza, alle direttive Habitat e Uccelli. Non solo è una vittoria della Natura – ha commentato ENPA – ma anche di tutti i cittadini europei: è un passo storico per il recupero degli ambienti degradati e rappresenta un fattore fondamentale per la salute e la sicurezza di tutti. Ci sono almeno due aspetti di questa vicenda che meritano di essere sottolineati, dichiarano le associazioni che hanno aderito alla campagna #WeAreNature #RestoreNature in un comunicato congiunto.

Il primo è il segnale dato dalla società civile, che ha espresso fortemente il bisogno di centralità della natura e dell’ambiente in genere rispetto alle politiche europee, come dimostrano le percentuali schiaccianti di cittadini dichiaratisi a favore della legge secondo il sondaggio dell’autorevole Savanta (75% in Europa e 85% in Italia).

Il secondo aspetto è il valore del provvedimento approvato, che aggiunge nuovi strumenti di tutela rispetto a quelli già esistenti, per intervenire sulla natura, dove, a causa degli impatti antropici eccessivi, si è ammalata. L’opera di ripristino prevista dalla nuova legge – spiegano gli attivisti – è vastissima, perché, in ultima analisi, interessa il 90% degli habitat minacciati, dalle zone umide al mare agli ambienti agricoli, alle città, oltre che agli insetti impollinatori, agli uccelli, alla biodiversità in genere, in un arco di tempo che va da qui al 2050.

La nuova normativa porterà anche dei grandi benefici al territorio, sempre più aggredito dai cambiamenti climatici, con interventi di ripristino della connettività dei fiumi e delle funzioni naturali delle pianure alluvionali, con importanti ricadute positive sulla prevenzione del rischio geo-idrologico.

La Nature Restoration Law, inoltre, prevede azioni specifiche a favore degli impollinatori e per ristabilire gli equilibri ecologici nelle campagne in accordo con i principi dell’agroecologia, di cui sempre più numerosi studi scientifici dimostrano il valore sia per la sostenibilità ambientale che economica per le aziende, rilevano le associazioni.

Il provvedimento di tutela è stato approvato nonostante l’opposizione di diversi paesi, fra cui di Italia, Svezia e Ungheria. La Nature Restoration Law, che rappresenta uno dei cardini dell’European Green Deal, fra i suoi ambiziosi obiettivi da raggiungere, prevede il ripristino del 30% degli ambienti naturali degradati entro il 2030, del 60% entro il 2040 e del 90% entro il 2050, oltre alla piantumazione di 3 miliardi di nuovi alberi negli Stati Membri.

Rubrica a cura di Barbara e Cristina Civinini

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