Calcarea carbonica il calcare, lo strato intermedio dell’ostrica (Calcarea ostrearum) ma anche della conchiglia (Ostriaedulis): è chimicamente costituito da carbonato di calcio. Il termine ostrica deriva dal latino “ostrea” con influsso dal greco “ostrakon” che significa conchiglia.
L’Ostrica è un animale marino, un mollusco, appartenente alla famiglia degli osteoidi e più propriamente al genere Ostrea. Giace nei mari con un atteggiamento solo apparentemente inerte perché è in grado, al minimo disturbo, di serrare le sue valve con grande fermezza. Le larve del mollusco si allontanano dal mantello calcareo, ove sono nate, nuotando mediante una corona di ciglia vibratili. Hanno però bisogno di un sostegno o di un appoggio sul fondo, ove poi fissarsi perdendo rapidamente gli organi locomotori.
Quale tipologia umana incarna l’ostrica? Qual è la sua metamorfosi umana? E’ una trasformazione ovidiana che procede in senso inverso rispetto a quella classica mitologica: dal mondo vegetale, minerale, animale si trasforma in una natura umana, in una tipologia sensibile dalle caratteristiche, simili nel suo modo di vivere, o sopravvivere, nella vita di tutti i giorni. Questa metamorfosi si può percepire, direi meglio comprendere solo attraverso le lenti dell’ultramicroscopio dell’infinitesimale. S.Hahneman, padre dell’omeopatia, sperimentò l’ostrica, il suo calcare, scoprendo che il corrispondente tipo sensibile era il paziente chiuso in se stesso, timido, razionale, metodico apparentemente apatico, un po’ flaccido e con sudori specie al capo.Un soggetto freddoloso, molto ansioso con diverse paure (dal prossimo, del buio, della morte etc.), che cede facilmente all’apprensione, a quell’inquietudine ansiosa per l’esito di qualcosa o per un evento che si teme. Ha paura di essere deriso, non vuole perciò stare al centro dell’attenzione. Ricerca una pace interiore pur difficile da praticare ma che può trovare nella sua razionale stabilità mascherando spesso il suo stato d’animo con un’ atteggiamento indifferente, distaccato, un po’ apatico. Come l’ostrica marina ha bisogno di un sostegno sul fondale per poi fissarsi e stabilizzarsi. Un amicizia vera, una famiglia serena, un posto di lavoro stabile. Nelle difficoltà chiude “a riccio” le sue valve. In questa ricerca costante di normale stabilità non va mai in collera come Bryonia. Si rattrista, si chiude timorosa in se stessa senza eccessi comportamentali. Non chiedetegli impegni che non sono alla sua portata. Vuole vivere, anzi per meglio dire sopravvivere, sereno, in pace, senza scossoni. Anche se il mare è in tempesta lui sta ben sul fondale sabbioso, talvolta anche aggrappato alla dura roccia. Calcarea carbonica non è sempre facile scoprire nel soggetto adulto perché può presentare diverse sfaccettature in quanto sa mascherarsi, camuffarsi molto bene, con raziocinio. Più facile individuarlo nel bambino (ove è più frequente) grassottello, pigro, ansioso, freddoloso, avvinghiato dalla braccia materne, paterne, o di chi gli vuole bene e gli da sicurezza. Non chiedetegli imprese temerarie (“ gli eroi muoiono giovani”) né sforzi fisici e psichici prolungati nel tempo.
Il mentale (la psiche) dell’adulto è orientato verso una vita tranquilla e serena, scandita da ritmi lenti e metodici. Non comprende proprio gli audaci, né gli idealisti o chi si affanna per avere di più di quello che ha. Lo turbano le insicurezze economiche e familiari. Nei giovani ragazzi in cui è inserito per uniformarsi e vivere in pace, non è mai un capo, in leader, ma solo un gregario, che segue il gruppo senza mai esporsi troppo. Sa che è venuto al mondo (“ in questa valle di lacrime”) non per recitare la parte dell’eroe o del santo, né tanto meno del martire. Conosce bene le sue lacune fisiche, le proprie insicurezze. Il suo ruolo nella vita sociale non è però affatto secondario. Anche se con garbo, e quasi sottovoce, è in grado di dare lezioni di vita al prossimo perché lui possiede la saggezza e la prudenza, due delle doti più preziose. E’ un saggio perché ricerca sempre il giusto equilibrio. La verità? La virtù? Stanno sempre nel mezzo. Dove sta lui. (In Medio Stat Virtus). L’intelligenza deve avere uno scopo pratico. Meglio utilizzare solo e sempre la ragione senza lasciarsi travolgere dai sentimenti né tantomeno dall’Istinto. Calcarea carbonica è un calcolatore, un ragioniere, un commercialista che fa quadrare i conti. Lui non fa volipindarici, è attaccato al terreno, al senso pratico. Filosofia e poesia non servono a niente. Su lavoro vuole il posto fisso che gli da sicurezza.
Le caratteristiche fisiche non lo portano verso le competizioni atletico – sportive. Meglio passeggiare seguendo il gruppo. E’ freddoloso (sia il freddo che l’umidità lo disturbano). Non è particolarmente intuitivo. L’alvo è tendenzialmente stitico.
Le patologie organiche nel bambino o giovane adolescente sono le flogosi recidivanti delle prime vie respiratorie; l’ipertrofia tonsillare. Nel soggetto adulto le malattie dermatologiche e gastrointestinali. In conclusione questa tipologia è come l’ostrica che giace nel mare da cui deriva (Calcarea ostrearum). Pur essendo molle e flaccida, se disturbata o avverte un pericolo, come già detto, serra con forza le sue valve. Per il resto non si prende responsabilità, non ci fa portavoce di un gruppo, tende invece a delegare.

Aldo Ercoli
Aldo Ercoli





























































