Nasce l’associazione Union Agent Football Association Deregulation per tutelare i diritti dei Procuratori sportivi

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Il 20 maggio 2019 è nata l’Associazione “Union Agent Football Association Deregulation”, costituita con lo scopo di tutelare i diritti dei procuratori sportivi. Fino al 2015, infatti, per diventare procuratori sportivi, era previsto un solo esame costituito da una prova scritta organizzata dalla FIGC. Nel 2015, a seguito del nuovo regolamento degli Agenti adottato dalla FIFA che non prevedeva il rilascio di alcuna abilitazione, anche in Italia viene istituito il registro libero di procuratori sportivi, entrato in vigore il 1° aprile, che prevedeva l’iscrizione nel Registro previo pagamento della tassa di registrazione annuale di euro 500. Di fatto veniva attuata una deregulation che consentiva a tutti coloro in possesso dei requisiti previsti, di operare nel mondo degli agenti, (https://www.figc.it/media/1086/commentario_figc_regolamento_procuratori_sportivi.pdf).

La liberalizzazione trova quindi piena attuazione e circa 800 nuovi procuratori sportivi si iscrivono al Registro, investono ingenti somme di denaro, avviano attività (con relativa apertura di Partita IVA), costituiscono società, assumono dipendenti e collaboratori per promozioni e valorizzazioni delle schede tecniche, avviano rapporti di collaborazione con osservatori e depositano i contratti in FIGC pagando per ciascuno la somma prevista di euro 150.

Con la legge di stabilità 2018 (27 dicembre 2017 n. 205) si istituisce la nuova figura di agente CONI che prevede la reintroduzione dell’ esame, stabilendo altresì che i titoli rilasciati prima del 1 aprile 2015 rimangano validi. Al 30 giugno 2019 l’ albo dei procuratori sportivi post 2015 verrà cancellato e centinaia di persone  non potranno più lavorare perdendo irrimediabilmente tutto ciò che hanno costruito fino ad oggi. Chiuderanno le attività, cesseranno Partite IVA, risolveranno i rapporti con i vari collaboratori del settore e verranno licenziati i dipendenti. Ecco quindi da dove nasce la UAFA, che si muoverà in tutte le sedi e in tutti i modi per proteggere quello che gli agenti hanno costruito fino ad oggi. Il Presidente dell’ Associazione, con l’intento di modificare le norme e fare quindi in modo che la nuova disciplina disponga solo per il futuro e non produca alcun effetto retroattivo, ha già preso contatti con tutti i membri del Senato e della Camera,  con il Parlamento Europeo, con il Presidente del Consiglio, il Presidente della Repubblica Italiana,   il Presidente del CONI e della FIGC, l’attuale presidente della FIFA, il Sottosegretario con delega allo sport, la Commissione VII e i segretari generali di CISL, UIL e CIGL a sostegno dei dipendenti.

In questo modo rimarrebbero salve le posizioni sia dei “vecchi” agenti ante 2015 che degli agenti post riforma 2015 che, tengo a precisare, sono comunque persone più che edotte in materia di diritto sportivo, incensurate e disponibili alla partecipazione a qualsiasi corso di aggiornamento (a pagamento e non) indetto dal CONI.

Tutti gli agenti interessati alla questione sono invitati a contattare il sito www.uafa.it.

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