LA TRAPPOLA DIGITALE PRODUCE SPESE NON PREVISTE PER I CITTADINI
C’è un bonus sulle multe previsto dallo Stato ed è quello relativo al 30% di sconto per chi paga entro 5 giorni. Molti comuni in Italia però si sono digitalizzati, stando al passo con i tempi, e tra questi c’è Ladispoli. Tutto procede nella norma se un cittadino multato riesce a scaricare il bollettino tramite Spid e risparmiarsi un ulteriore obolo da ritirare nei centri servizi del territorio.
Altro paio di maniche se invece non ci riesce, e molti, soprattutto gli anziani, non riescono a superare le maglie strette della tecnologia. Cosa succede allora? Lo spiega il signor Antonio. «Tra spese di notifiche e quello allo sportello Caf il bonus dei 5 giorni sulle multe viene annullato». Uno sfogo che racchiude quello di molte altre persone che hanno vissuto la stessa situazione.
Ovvero dire addio al 30% di sconto, consentito dalla legge, in caso di pagamento della sanzione relativa al codice stradale entro le prime 120 ore. La commissione costa 11 euro per prendere la contravvenzione, più altri 2 euro da consegnare al personale del Caf per la pratica sbrigata magari dopo un’ora di fila, altro argomento di discussione. Insomma, la digitalizzazione tramite piattaforma Send, prevista dalle normative nazionali con lo scopo di semplificare la gestione delle notifiche e recepita anche dal comune di Ladispoli, costa cara a chi non riesce a sbrigarsela tramite telefonino.
Un’impresa in particolar modo per le persone anziane e non solo. E centinaia e centinaia di residenti già non ne possono più e hanno preso d’assalto inutilmente il comando della Polizia locale, perché da lì devono poi andare al Caf. «Mi sono recato dai vigili urbani a ritirare una multa – denuncia Peppino, ladispolano – ma da lì mi hanno spedito al Caf per prenderla. Poi sono andato al tabaccaio. Premetto che la contravvenzione era di 37 se pagata nei primi 5 giorni, altrimenti 50. Alla fine la somma è stata di 52 euro. Ho provato pure a pagarla dall’esercente di un’altra attività, ma l’importo era lo stesso. Lo scontro, praticamente, è andato a farsi friggere».
C’è una infinità di segnalazioni. «È accaduto anche a me – commenta Federica – non riuscivo proprio a crederci. Eppure in Italia dovresti avere l’opportunità di pagare meno se nei tempi prestabiliti». Da una polemica ad un’altra. «È davvero un’ingiustizia – è il racconto di Giusi -, ti devono per forza complicare la vita con delle trovate assurde. È già una cosa spiacevole ricevere una multa, ma almeno ti mandavano il cartaceo con tutte le informazioni e anche il bollettino per pagarla alla posta. Adesso è un incubo e rischi di pagare 11 euro in più».
Diverse le anomalie. «Avevo attivato il servizio Send dell’applicazione – testimonia Antonio – perché in caso di notifiche non ci starebbero state spese di spedizione. Mi è arrivata questa multa della Polizia municipale, pagata entro 5 giorni, ma comunque c’erano 7,5 euro di spese di notifica nonostante fosse via telematica». Tamara sbotta: «Si sono inventati la commissione anche per le bollette: se non paghi nei termini stabiliti, ti mandano la lettera raccomandata e trovi le spese di spedizione».

































































