Mostra pittorica a Bracciano

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INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA PERSONALE DI CRISTIANO GUITARRINI PRESSO IL CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI DI BRACCIANO.

Si terrà presso l’affascinante cornice del Chiostro degli Agostiniani di Bracciano la mostra personale del pittore Cristiano Guitarrini. L’evento, patrocinato dal Comune di Bracciano, si snoderà per cinque giorni, da mercoledì 8 a domenica 12 dicembre.

IL CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI
Il pozzo ottagonale al centro del Chiostro degli Agostiniani, sede dell’ex convento di Santa Maria Novella e ora parte del Museo Civico. Il Chiostro degli Agostiniani, situato ai piedi del Castello Orsini Odescalchi e nel cuore della vita sociale della città in cui ogni vicolo offre un’ampia scelta di locali di qualità, è la cornice ideale per eventi di carattere artistico e culturale.
In un clima prenatalizio in cui si innestano numerose e interessanti proposte culturali, la personale di Cristiano Guitarrini si propone di arricchire il fermento artistico del territorio del lago di Bracciano. L’accesso alla mostra è gratuito.

L’ARTISTA: CRISTIANO GUITARRINI

“Fiori di fine estate” acquerello su carta, 38×56 cm, 2021

Una volta all’interno avrete modo di ammirare circa 30 tra le opere di Cristiano Guitarrini, braccianese classe 1977, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma e che dipinge sin dalla prima adolescenza.

I quadri di Guitarrini fondono colore e poesia, evocano ricordi lontani che credevamo di aver perso nelle pieghe del tempo. La sua pittura, figurativa ed evocativa, fatta di pennellate materiche eppure così eteree, ci porta a ricordare luoghi vicini e lontani, vecchie canzoni e poesie magari lette distrattamente, ma che ora assumono nuovi contorni. Volti, scorci di paesi e città, dettagli della vita quotidiana, tutto ci viene mostrato attraverso linee e colori delicati e potenti al tempo stesso.

“Vorrei che la mia pittura cogliesse la compresenza tra il dato visivo e il suo superamento – afferma Cristiano Guitarrini – Farlo scorrere su quella linea dove l’emozione e il pensiero piegano il reale, senza annientarlo, fino a renderlo finalmente plausibile. E così avvertire insieme la sensazione del freddo alle ossa, la presenza ostinata della terra sotto i piedi, le nuvole gelose del sole e poi un altrove, suggerito da un imprevisto battito d’ali. Tutto ciò in una luce che è sublimazione della materia, senza che quest’ultima venga negata, poiché ne è il presupposto. Così come, dalla nostra umana esperienza, il corpo sembra essere il presupposto dell’anima”