Minare la credibilità

0
335

Generalmente, se nel corso della nostra vita abbiamo vissuto in ambienti con buone relazioni interpersonali, tendiamo ad accordare alla “gente” una fiducia generalizzata.

Inoltre, quando ci troviamo di fronte a qualsivoglia persona, a volte, elaboriamo un giudizio sulla sua concreta credibilità ed, a volte, possiamo essere anche indotti a pensare che la sua credibilità sia una proprietà intrinseca della medesima persona. Pertanto, I Tre Amici al Bar, grazie anche alle Fonti Aperte,  comunicano alcune riflessioni sul significato dei  vari gradi della fiducia che si trovano tra due estremi: ovvero il sospetto generalizzato e la credulità senza limiti.

Difatti, l’influsso esercitato dal sistema mediatico sul singolo individuo e/o su più persone, dipende non solo dall’efficacia comunicativa dei Mass media, ma anche dalla vulnerabilità a cui sono esposti sia il singolo coinvolto e/o più persone coinvolte, quando vengono consapevolmente “tirati in ballo” sulla carta stampata, web e/o piattaforma Facebook.
Ma andiamo con ordine.

Secondo il sociologo Guido Gili, brevemente, la riflessione psicologica e sociologica contemporanea ha modificato prospettiva, proponendo che la credibilità sia qualcosa che viene riconosciuto dagli altri, anche se essa non può prescindere dalle qualità effettivamente possedute. Se poi si passa a consultare le Fonti Aperte scrivendo la frase “minare la credibilità” si apre un Mondo di risultati che vengono offerti da Google che, riassumiamo, brevemente: “significa indebolire, scalzare o compromettere la reputazione, l’affidabilità o l’ autorità di una persona, istituzione o informazione”.

Appare prima facie, quindi, un evidente processo che apparentemente distrugge la stima e la fiducia creata nel tempo, ovvero si mina consapevolmente alla c.d. credibilità,  perche’ non si può escludere verosimilmente che  il fine sia di attaccare la capacità di ispirare fiducia nei confronti di coloro a cui sono rivolte, rendendo così le loro affermazioni o azioni non più credibili. Tali modalità non sono altro che azioni consapevolmente attuate e finalizzate a sabotare la credibilita’ a cui sono rivolte e che hanno minato la credibilità, ovvero la loro credibilità del ruolo e la loro credibilità nel ruolo.

Pertanto, I Tre Amici al Bar, si interrogano, ovvero in base a che cosa riconosciamo qualsivoglia persona come essa sia credibile?
Le Fonti Aperte espongono, altresì, che esistono tre radici di credibilità:

1) conoscenza e competenza, ovvero è la credibilità di cui gode colui che sa, che dispone di un sapere affidabile;

2) la coerenza tra i valori che si affermano e la concreta condotta di vita;

3) la terza radice della credibilità è costituita dall’ attaccamento e dall’ affettività.

Nel Vangelo troviamo l’ affermazione: ” Dai loro frutti li riconoscerete”, l’ esperienza ci insegna che parla male degli altri, denigrando, calunniando o diffamando, non solo ci si qualifica da soli, perché è egli stesso che perde di credibilità.  Le Persone che “parlano male” degli altri di solito non intendono mantenere buone relazioni basate sulla sincerità, il loro atteggiamento sovente manca di lealtà, perché essendo loro stessi “insicuri” proiettano sugli altri le proprie mancanze, deficienze e incapacità.

Concludendo, l’influsso esercitato dal sistema mediatico in ordine alla c.d. mancanza di fiducia o l’eccesso di fiducia, rientrano tra le patologie della credibilità, e si collocano ai due estremi dell’asse della fiducia. In tali patologie le persone possono avere un atteggiamento di sospetto generalizzato o, all’opposto, un atteggiamento di credulità senza limiti.

Quanto sopra, ai sensi dell’articolo 118, quarto comma, della nostra Costituzione della Repubblica Italiana che recita: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.

Tutto ciò, sempre a difesa della libertà di ognuno, occorre sempre assicurare l’effettività dei diritti civili e sociali, il rispetto delle libertà garantite dalla nostra Costituzione Italiana e della dignità delle persone è sempre la precondizione per la realizzazione di una vera democrazia.

I Tre Amici al Bar

Raffaele Cavaliere  Diego Corrao