I funghi appartengono alle Tallofite, piante come anche le alghe, che non hanno tessuti od organi ma solo un tallo, un corpo unico nel quale non sono distinguibili radici, fusti e foglie. Nei funghi questo tallo prende il nome di micelio e risulta costituito dalle cosiddette ife, ossia da filamenti ramificati. I funghi a differenza delle alghe non hanno clorofilla e pertanto conducono una vita eterotrofa, vale a dire che si alimentano a spese di materie organiche prodotte da esseri autotrofi (vegetali che possiedono clorofilla).
Il termine eterotrofo deriva dal greco (altro, diverso – nutrimento). Si parliamo di botanica, ramo delle scienze naturali che ha per oggetto lo studio dei vegetali. L’importanza biologica (ma anche economica) dei funghi è notevole. Essi contribuiscono alla demolizione di molti detriti organici (ad es. la cellulosa, la lignina). Inoltre sono in grado, specie nei terreni acidi, di far ritornare nel grande ciclo della natura diversi elementi solo momentaneamente immobilizzati nella sostanza organica di porzioni morte di organismi. Possono vivere su sostanze morte (funghi parassiti) che su organismi viventi (funghi saprofiti).
Un particolare tipo di parassitismo è rappresentato dalle simbiosi, che si formano quando due organismi diversi, unendosi tra loro, traggono vantaggi reciproci. E’ per esempio questo il caso dei licheni (di cui già vi ho parlato) formati da un alga (che ha la clorofilla) e un fungo (che ne è privo). Una simbiosi mutualistica utile ad entrambi che gli permette la sopravvivenza sia in regioni gelide (zone artiche) che in quelle molto calde (deserti).
Nei funghi più conosciuti vi è un gambo, che ha la base rigonfiata a bulbo e sopra porta un cappello (a me sembra più un ombrello), tipicamente conformato a lamelle nella superficie interna (le stecche dell’ombrello) o più raramente da tubuli (come ad esempio nel Boletus badius, un fungo commestibile, si può mangiare).
La Clavaria formosa sembra un agglomerato di alghe carnose appiccicate tra loro. La Leuzitessaepiaria ha uno strano aspetto di elementi circolari, addossati uno su l’altro, dal più grande alla base fino al più piccolo in cima. Sono entrambe, funghi velenosi, L’importanza invece dei funghi eduli (si possono mangiare, perché non tossici) come alimento non riguarda solo quelli raccolti in natura ma soprattutto nella coltivazione su scala industriale (sono stati coltivati fin dall’epoca dell’antica Roma).
Sono però numerosi anche i funghi che provocano effetti negativi e non solo nel genere umano: considerando anche il deterioramento di derrate alimentari causata da penicilli (da cui è stata scoperta la penicillina), aspergilli e muffe bianche. Sono ben noti i funghi che, come parassiti, donneggiano le piante, come ad esempio la segale cornuta che determina nell’uomo una patologia chiamata ergotismo (una serie di disturbi sia di tipo convulsivo che gangrenosa). Né vengono risparmiati gli animali oltre che l’uomo (micosi).
Vi sono poi dei funghi lignivori (attaccano il legname) come ad esempio il Merullio che arreca gravi danni alle case in legno, mobili, staccionate, pali telegrafici. Né viene risparmiata la carta da parte di muffe con conseguenze devastanti specie nelle biblioteche. In Natura è sempre ben evidente questa contrapposizione dualistica tra il bene ed il male. Ed è proprio studiando gli effetti di quest’ ultima che si possono ricavare effetti benefici.
Non è cosi stata scoperta, come già detto, la penicillina? E quanto antibiotici naturali sono stati trovati, e poi sintetizzati, dalla guerra submicroscopica tra actinomiceti e batteri in terricci inquinati? Brotzu, in una cloaca sfociante nel mare della Sardegna, scoprì la cefalosporina. Un segnale evidente che in Natura gli opposti coincidono (Niccolò Cusano).
Aldo Ercoli






























































