Menopausa: chi ha paura delle vampate?

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Un sintomo di cui soffrono molte donne dopo i 40. La soluzione va cercata anche sul piano energetico ed emotivo

Monique Bert – Naturopata

Tra i sintomi più diffusi che affligge la maggioranza delle donne occidentali durante la menopausa sono le così dette vampate di calore. E sono stime da capogiro: tra il 15 e il 50 % dopo i 40 anni di età, con cicli mestruali regolari prima della transizione alla perimenopausa. Questa percentuale aumenta man mano che ci si avvicina alla menopausa, fino ad arrivare all’85% delle donne che ne soffrono in post-menopausa. Si tratta di disturbi vasomotori descritti da coloro che ne sono colpite come una sensazione di calore che dal torace sale fino a viso e collo. Una sensazione così intensa che la sudorazione che ne consegue è abbondante, al punto che può costringere a cambiarsi d’abito. Quando poi passa non è raro che si avvertano brividi di freddo. Cosa fare? Esistono dei rimedi efficaci? E soprattutto come interpretare questi segnali del corpo? Degli input su cui riflettere, sotto alcuni aspetti sorprendenti, ci vengono offerti dalla ‘nostra’ naturopata Monica Bertoletti, alias Monique Bert, ideatrice del gruppo fb Medicina Evolutiva, Naturopatia e Detox e coautrice Tiroide Approccio Evolutivo, gruppo fb creato dal dr Andrea Luchi.

MILLE ED UN RIMEDIO

“Ci sono mille ed un rimedio per le vampate nel libro sulla menopausa che sto scrivendo insieme con la dottoressa Roberta Raffelli, ma nessuno che posso consigliare in questa sede – afferma la naturopata -Sapete per quale motivo? Perché ciascuna di noi ha problematiche di salute differenti nel climaterio (dal greco klimacter, ovvero scalino). Quest’ultimo è quel lungo periodo (cinque-dieci anni) di cambiamenti graduali, che precedono e accompagnano l’ingresso definitivo in menopausa. Ogni scalino è caratterizzato da mutamenti, alcuni molto evidenti come l’alterazione del ritmo mestruale (alcune donne possono avere interruzioni di un anno, per poi riprendere a mestruare), altri più sottili come la variazione del metabolismo o del ritmo del sonno, altri come le vampate, comunque situazione globale e del tutto personale, diversa da donna a donna. Ad esempio, mie care lettrici, sarebbe sano secondo voi darvi un consiglio su base anche fitoterapica, che incrementi gli estrogeni (il cui calo è fisiologico è causa di vampate), quando voi potreste avere un ipotiroidismo che peggiorerebbe all’aumentare degli estrogeni? O un pregresso di cancro ormonale? O addirittura un rischio latente o tout court una PCOS e/o un’endometriosi? Sarebbe semplicemente una follia senza capo né coda.

IPERICO? ATTENZIONE ALLE INTERAZIONI

Per fare un esempio concreto, un ottimo rimedio, apparentemente tra più innocui e i più comuni, tradizionalmente usato in naturopatia per le vampate è l’iperico o erba di san Giovanni.

Si tratta indubbiamente di una pianta dalle mille virtù che può rivelarsi utile in caso di disturbi del sonno, depressione e vampate di calore, ossia sintomi ricorrenti in menopausa. Però, ci sono dei però. Ossia, come molti fitoterapici, ha delle interazioni con numerosi farmaci, in particolare con gli antidepressivi.

UNA CHIAVE DI LETTURA ANTROPOSOFICA

Quello che voglio offrire a tutte e che a tutte giova, è invece uno spunto di riflessione interessante. Il climaterio richiede maggiori attenzioni con i suoi sintomi talvolta fastidiosi o inopportuni (come le vampate che spesso “avvampano” il corpo nei momenti meno adatti).

Un’interessante chiave di lettura della vampata, il più tipico dei sintomi della menopausa, viene dall’antroposofia. Questa filosofia (che è anche scienza medica) sostiene che nel corso dell’intera vita fertile della donna il fluido caldo del sangue mestruale che fluisce verso il basso è come una catena che lega la donna alla terra, al vivere quotidiano con i suoi tanti impegni fatti di faccende domestiche, lavorative e familiari. Una catena che con la menopausa va in frantumi: tutta l’energia – che con la mestruazione la donna versava alla terra – ora sale progressivamente verso l’alto.

La vampata non fa quindi che nutrire la parte superiore del nostro corpo, quella parte che più di tutti è legata alla spiritualità, alla creatività, al cielo.

Siccome ha in pratica concluso il suo impegno nel mondo del fare concreto e delle cose, questo fluido caldo si collega adesso alla parte più intima, all’anima della donna.

Le vampate sono messaggi caldi e intensi con cui anche la nostra parte fisica vuole partecipare ai grandi cambiamenti interiori. Così in terra come in cielo, così in basso come in alto; così fuori come dentro. Le vampate significano che non ci stiamo occupando abbastanza della nostra vita interiore e del nostro percorso spirituale, e ci mettono una certa fretta, visto che siamo ben oltre la metà della vita”.

LA NATURA E’ LA VIA MAESTRA

In Medicina Tradizionale Cinese l’energia vitale, il Jing, conservato nei reni, cala in maniera graduale e in questa fase della vita diventa molto importante conservarla (visto che è impossibile aggiungerne altra). Aiutiamo il nostro corpo supportandolo, ma teniamo presente che serve una solida competenza olistica per essere davvero di aiuto al cambiamento. Integrare ormoni può aiutarci, ma gli sbalzi e le variazioni che l’organismo si deve giostrare per mantenere l’equilibrio, in tempi brevissimi, non sempre e non necessariamente ci aiutano a metterci in condizioni ottimali con la gestione di troppi stimoli. Le supplementazioni esogene, di qualsiasi sostanza integrativa, anche di erbe e rimedi naturali, molto più spesso di quanto immaginiamo, affaticano l’organismo, piuttosto che aiutarlo, anche a fronte di qualche evidente beneficio. E’ assolutamente necessario non alterare gli equilibri in maniera arbitraria, ma fare in modo che siamo in grado di seguire la direzione giusta per noi. Ciascuna di noi ha esigenze da considerare differenti da un’altra, anche in relazione al riordino della propria esistenza, dando la priorità a ciò che conta davvero e conservando le energie per ciò che vale la pena di vivere davvero, vivere fino in fondo.  La natura, in tutte le accezioni, attraverso le medicine e i rimedi antichi e moderni- conclude Monica Bertoletti – è la nostra grande guida maestra. La scienza, l’insostituibile riferimento per una gestione oculata delle problematiche che può trattare. Il cuore, l’unica via che può unificare tutto, nel modo migliore”