Massimiliano Rocchi, il fotografo che cattura le emozioni

0
1829

 di Silvia Brindisi

Massimiliano Rocchi , è un uomo di 36 anni di Roma , ma è anche un’artista.

Oggi con lui inizierò a parlare dei vari artisti che ci sono e che conosco che amano le loro passioni e la loro arte .

Ogni volta parlerò di un’artista diverso che ci racconterà le sue emozioni e il suo mondo.

Voglio farvi conoscere questa persona che per me è anche un amico e posso parlare della sua bravura visto che mi ha fatto un favoloso book per il mio ultimo libro , perché lui è molto semplice, professionista ed inoltre col tempo è riuscito a far diventare la la sua passione , il suo lavoro , svolgendolo al meglio non solo in Italia.

E’ molto richiesto sia per la sua bravura e serietà , in vari settori ,  anche perché le sue foto riescono a catturare le diverse emozioni che ogni soggetto che fotografa prova in quel momento e ci riesce sempre alla grande, cosa che caratterizza un vero e bravo fotografo, cosa non facile da fare. Ora iniziamo a conoscerlo meglio.

Cosa ti ha spinto ad avvicinarti alla passione per la fotografia ,

 La passione per la fotografia nasce in adolescenza , quando casualmente mi capitarono sotto mano le foto fatte da mio nonno durante la seconda guerra mondiale. Erano foto raccolte in un libro mai pubblicato con memorie e pensieri di un fotografo in guerra (toccante la parte in cui Racconta della granata che non lo uccise per questione di centimetri) e ovviamente iniziai da quel momento a coltivare questa passione .Subito dopo  tentai di emularlo ! Divenne una vera a e propria professione nel 2009 e lo è continuata ad essere fino ad oggi.

Che emozioni provi quando fai le diverse fotografie ?

L’ emozione vera e propria la rivivo dopo quando rivedo le diverse foto che ho fatto (sia a monitor sia a stampa). Quando  riguardo ogni singolo scatto , percepisco il momento esatto in cui ho premuto il pulsante e ho impresso per sempre quell’ attimo ,come se la mente di dicesse ” Queste sono le emozioni che hai immortalato”, come se stessi approfondendo un argomento dopo averlo letto per la prima volta . Ogni volta provo diverse emozioni e sono sempre più felice di fare questo lavoro.

-Da quanto tempo fai il fotografo ?

Dal 2009 ho iniziato a lavorare da solo,mentre dal 2011 ho un equipe che collabora con me assiduamente. Siamo tutti professionisti del settore foto video ,ma il 2017 porterà un enorme novità a copertura nazionale e perché no anche oltre confine. Non mi precludo di arricchire la mia carriera svolgendo al meglio come sempre il mio lavoro.

È stato difficile per te realizzarti nel tuo lavoro? Quando hai capito che la tua passione sarebbe diventata il tuo lavoro?

Le difficoltà iniziali sono state drammatiche,sono sincero. La fotografia è una vera materia scientifica dove matematica, leggi della fisica e tanta rapidità di calcolo sono fondamentali nel saper gestire la situazione che si ha davanti in tempi rapidi. Bisogna essere sempre concentrati e con mirino puntato sull’obiettivo che ci è stato richiesto. Ho capito che questa passione sarebbe diventata lavoro , quando le richieste da parte dei clienti hanno iniziato ad aumentare esponenzialmente e soprattutto quando si sono presentate le grandi aziende con cui tutt’ora ho rapporti consolidati nel tempo. In quel momento mi sono detto…”.Lo stai facendo bene “ e sono stato molto felice e fiero di me !Cosa ti piace e cosa no del tuo ambiente lavorativo?

Bella domanda ! Mi piace che alla fine chi vale veramente ottiene il risultato che merita e la stima da parte del cliente che è fondamentale. Non esiste miglior pubblicità che un’azienda che elogia il proprio fotografo. Un’altra cosa che amo è vedere i volti soddisfatti di chi ha creduto in te e ha sotto gli occhi il lavoro fatto come voleva,questo è uno dei tanti aspetti che mi piace del mio lavoro. Mentre non mi piace di questo ambiente lavorativo il fatto che alcune persona pensino che “ Chi non arriva all’uva dice che  è cattiva,”. Inoltre non apprezzo chi non ha un briciolo di esperienza e si sente già arrivato (se parliamo di gavetta potremmo scrivere un libro) , chi pensa che tutto sia dovuto perché “ha un nome” , insieme alla mancanza di umiltà e di riconoscere quando e dove  si è sbagliato. Perché come diceva il buon De Filippo…”Gli esami non finiscono mai !! ”

Massimiliano ti ringrazio per averci fatto conoscere meglio il tuo mondo e il tuo lavoro insieme a ciò che provi.  Ti auguro di continuare al meglio il tuo lavoro e di avere altre belle soddisfazioni internazionali , te le meriti !!