IL MAL DI SCHIENA NEI GIOVANI “QUESTE COSE LE SCRIVEVO DECENNI DI ANNI FA…”

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mal di schiena
Dottor Professor  Aldo Ercoli
Dottor Professor
Aldo Ercoli

Sono almeno 20 anni che dalle pagine de l’Ortica (ma anche su riviste nazionali e non) il sottoscritto scrive e sostiene che l’età delle malattie si sta abbassando. Dall’ipertensione arteriosa essenziale alle neoplasie (di ogni tipo), dalle endocrinopatie (specie tiroidee) alle litiasi (calcoli biliari e renali), dalle malattie infiammatorie intestinali (M. di Crohn alla Rettocolite ulcerosa) alle ernie inguinali, dalle patologie ORL (ad es. le sinusiti o gli acufeni) a quelle broncopolmonare (specie BPCO)…

Non parliamo poi dei dolori osteoarticolari ed in particolare delle ernie discali lombari cervicali – dorsali – lombosacrali. Un vero e proprio calvario ad onta dei progressi della Scienza e della Tecnica. Pensate solo che nel 1990 sulla Rivista Internazionale “Chaiers de Bioterapie” arrivai ad affermare che già allora (più di 25 anni fa) che l’età media di vita, per coloro che erano nati all’incirca dopo il 1950, si stava abbassando.

Fui semplicemente ignorato. I miei lettori, specie quelli dell’Ortica, che settimanalmente mi leggono sin dal 1997 possono essere fedeli testimoni di quanti innumerevoli volte io abbia sottolineato questo fenomeno: l’abbassamento dell’età nelle più diverse patologie mediche. Una su cui poi ho ribadito più spesso è quella pertinente la prostata (non parliamo poi del cancro) che a cavallo degli anni 70 (quando mi sono laureato ma da studente avevo sul groppone già diversi anni di pratica clinica) l’età media di coloro che avevano una ipertrofia prostatica era attorno ai 70 anni.

E ora? Anche i 40 anni ne possono essere affetti. E le dislipidemie (ipercolesterolemia – ipertrigliceridemia)? Non erano considerate in tempo appannaggio dei cosiddetti anziani (come del resto l’ipertensione arteriosa secondaria)? Ora pensate che gli esami ematici di colesterolo e trigliceridi vengono proposti negli Usa anche per i ventenni (specie le forme familiari ma non solo) e ripetuti almeno ogni cinque anni.

Tutti vogliono avere ragione ed è difficile trovare qualcuno che ammetta di aver sbagliato conti e previsioni. Nel mio caso (perdonatemi la mia solita personalizzazione) perché non mi date un giudizio? Se dal ’70 a tutt’oggi, quale semplice medico di famiglia che ha scelto di essere, ho visto, visitato e scritto su migliaia e migliaia di soggetti (più di 45 anni di lavoro mattina e pomeriggio non sono certo pochi) avrà accumulato un’esperienza credibile oppure no? O fanno fede solo i lavori scientifici, commissionati e ben retribuiti, di chi vuol “portare l’acqua al proprio mulino”?

Oggi mercoledì 18 Gennaio 2017, a pag 23 del quotidiano il Messaggero, leggo, guardo cosa, un articolo (poco più di un trafiletto), su “Salute e Benessere”, dal titolo “E ora il mal di schiena è un problema da giovani” La foto sovrastante mostra un fondo schiena lombare con sotto titolato” “Dolore. Crescono gli under 30 con forti lombalgie”.

Vi si legge che i “giovani di vent’anni, tra malanni ed acciacchi”, sono messi peggio dei nonni. La società italiana di Ortopedia e Traumatologia afferma che “cinque su dieci under 30 soffrono quotidianamente di mal di schiena” Colpa del computer, di posture scorrette, di troppa TV, di poco esercizio fisico, dell’obesità? Guarda caso per primi se ne sono accorti le Unità di Neuroradiologia diagnostica.

Ma nei dolori lombari, cosi come in tutte le altre patologie, da me citata è anche un problema di uno stile di vita più completo: da quello che mangiamo e beviamo (specie quanto e che cosa) a quello che respiriamo, dello stile di vita convulso e frenetico dei nostri giorni (che aumenta lo stress) al riposo notturno. Per più di 30 anni sono stato (una voce inascoltata nel deserto” (e non parlo per vanagloria, ci sono i miei scritti e libri a dimostrarlo).

Mi resta la constatazione che l’esperienza clinica ha una valenza enorme quando è sorretta dalla passione e dall’aggiornamento.