Luci&tenebre, a Marina di Cerveteri non vedono luce

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Stato di abbandono dell’illuminazione presso la frazione balneare di Marina di Cerveteri.

 

Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Civico “RinnoVamento Cerveteri”:

“Vogliamo rendere noto alla collettività questo disperato appello fatto da un cittadino del nostro comprensorio verso il Sindaco di Cerveteri, attraverso cui denuncia il degradante stato di abbandono dell’illuminazione presso la frazione balneare di Marina di Cerveteri. Vogliamo condividerlo affinché sia di stimolo alla nostra classe politica nell’adoperarsi seriamente per la gestione corretta del nostro territorio ed una migliore vita della comunità cittadina. Affinché ci sia luce. Comitato Civico “RinnoVamento Cerveteri”.

La Genesi riporta che in principio Dio creò il mondo; vedendo che la luce era cosa buona e bella, separò la luce dalle tenebre e, per illuminare la terra, Dio fece le due grandi luci, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte e le stelle.
Il Sindaco di Cerveteri, divo novello, pubblicizza il termine dei lavori per la completa
illuminazione di Campo di mare, località in gran parte privata e oggetto di una ulteriore prossima edificazione, mentre Cerenova Costantica e suoi dintorni, non essendo interessata da imminenti speculazioni edilizie, viene lasciata alla illuminazione creata dal buon Dio come le stelle, nuvole permettendo. I cittadini ceretani meritano ben altra attenzione da parte della amministrazione comunale, forse a scapito di qualche spettacolo canoro o cinematografico in meno, ma sicuramente con una migliore illuminazione ed un minor degrado del territorio. Ricordiamo al Sindaco che i lavori devono essere programmati negli anni, e chiediamo quindi che ci presenti il piano della pubblica illuminazione viaria preparato dai suoi tecnici, e ci dia tempi certi per la sua esecuzione. Il buon Dio ci ha dato la luce, mentre il suddetto solo il buio; le tenebre ed il buio possono ingenerare fra i cittadini un timore relativo a pericoli reali o immaginari, perché al loro interno potrebbero celare una aggressione, una minaccia o un furto.