LO SCIOPERO DEI FARMACISTI COLLABORATORI, MA CHE SUCCEDE?

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Per il cittadino la farmacia è quel luogo, direi statico, che nei decenni non ha mai destato particolare clamore. Come utenti siamo infatti abituati alla simpatia o meno di quel dottore, al dover aspettare o meno per essere serviti, in questa o in quella farmacia, ma alla fine il “mondo farmacia” per l’utente è più o meno sempre lo stesso.

Eppure questo mondo ha in sé un vulnus, una anomalia, che finalmente sta emergendo. Pochi riflettono e sanno che, a parità di preparazione culturale e scientifica, in farmacia coesistono la figura del farmacista o dei farmacisti titolari ( da qualche anno può esserlo anche una Società) ed altri farmacisti, chiamati collaboratori. Orbene secondo le classifiche, che possiamo ricavare dalla rete, i farmacisti titolari dopo i notai, sono i professionisti che più guadagnano nel nostro Paese.

I farmacisti collaboratori invece sono tra i professionisti peggio retribuiti. Pensate che un farmacista neolaureato guadagna meno di un Professore, professionista anche lui che, a detta di tutti, è veramente sottopagato. Questa condizione si è creata lentamente, anno dopo anno, perché i contratti non sono stati rinnovati puntualmentente e quando lo sono stati lo hanno fatto in termini minimalisti. Pensate che il contratto scaduto nel 2013 è stato rinnovato solo nel 2021, dopo 8 anni di attesa.

Che vergogna! 8 anni di attesa per avere che aumento? Tra i 50 e i 150 € lordi… Veramente una miseria tenendo conto che i farmacisti durante il Covid sono stati uno dei porti sicuri, un riferimento certo, in un momento di generale disorientamento per la popolazione. E questa è stata la ricompensa.
Ora con un contratto scaduto da oltre un anno si continuano ad ignorare le richieste dei colleghi collaboratori. Per questo lunedì scorso circa il 50% della categoria ha aderito allo sciopero per rivendicare il valore della Professione che non può essere paragonata a quella di un operatore della grande distribuzione.

Per questo io sono dalla parte dei miei colleghi e invoco per loro maggiori tutele e una maggiore considerazione economica. Così, pensando ad un nuovo modello di Farmacia, ho ideato la prima Farmacia Solidale Italiana che riconosce a tutti i professionisti che ci lavorano una maggiorazione del 30% della retribuzione prevista dal Contratto Nazionale di Lavoro.
Sappiate poi che anche voi potete fare la differenza premiando e frequentando quelle realtà che rispettano oltre che il cliente stesso anche i propri collaboratori.
Come fare a capirlo? Basta entrare in una farmacia e guardare il viso dei farmacisti e il clima di armonia o meno che si respira.
Farmacia Solidale…benessere comune!

Marco Tortorici
Esperto in omeopatia dal 1985

Marco Tortorici – Farmacista
Vincitore della sede farmaceutica di Palidoro