L’ipotiroidismo nel soggetto anziano (non facile da diagnosticare)

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Dottor Professor Aldo Ercoli
Dottor Professor
Aldo Ercoli

L’ipotiroidismo è una sindrome clinica dovuta alla carenza di ormoni tiroidei.

La funzione della tiroide trh, di origine ipotalamica, tsh, di origine ipofisaria e t4 e t3, di origine tiroidea. Quindi le cellule tireotrope dell’ipofisianteriore (dopo rilascio del trh, la tireopina dell’ipotalamo) stimolano la sintesi ed il rilascio del tsh. E’ questo ormone dell’ipofisi che va a stimolare la tiroide favorendo il rilascio del t4 e t3 che sono i veri ormoni tiroidei (attivi nella frazione libera ft4,ft3).

Sono loro, questi ormoni tiroidei, coloro che inducono un aumento del metabolismo basale a livello di svariati tessuti corporei. Ora non so se sia tutto chiaro. Mi corre però l’obbligo di completare la funzionalità tiroidea. Che succede quando la tiroide stimolata dalla ghiandola madre ipofisi risponde mettendo in circolo molto ft3 e ft4? Accade un meccanismo fisiologico controregolatorio che va sotto la dizione inglese di “feed- bach negativo”. Ossia la tiroide avverte l’ipofisi che lei sta funzionando abbastanza e che la deve smettere di continuare a “punzecchiarla” di ormoni tsh.

Tutta questa lunga premessa la ritengo memoria per capire la semeiotica, la clinica, la terapia che ne consegue.

Restringiamo ora l’argomento all’ipotiroidismo primario che è strettamente dovuto a una patologia tiroidea ed in particolare all’ipotiroidismo autoimmune (tiroide di haschimoto, tiroidite atrofica). E’ proprio questa la causa più comune di ipotiroidismo negli adulti e nei soggetti anziani. Quello che mi preme sottolineare è l’incredibile aumento del numero di casi di questa forma di ipotiroidismo sia nelle donne (specie in menopausa) ma anche negli uomini ultrasessantenni.

In questi casi non è sempre facile fare diagnosi perché i sintomi sono lievi e sfumati.

Sui sacri testi leggerete che i sintomi dell’ipotiroidismo sono la facile stancabilità, la freddolosità, la voce roca. La cute secca, la fragilità capillare, gli edemi declivi,il mixedema, la cute giallastra (eccesso di caroteinoidi), i disturbi mentali … ma questi sono segni tardivi!! Di quando l’ipotiroidismo perdura da vari anni. Io li ho riscontrati centinaia di volte nella pratica clinica. Il medico non solo deve fare diagnosi (o almeno avere un orientamento diagnostico) su questi sintomi. Troppo facile.

A mio avviso è necessario sospettare la patologia (tiroide a basso regime, che funziona poco) nei soggetti anziani in cui i sintomi, come detto, sono più sfumati, spesso sottovalutati, trascurati.

E quali sono questi sintomi e segni? Secondo la mia esperienza sono i seguenti:

1)un aumento di peso che, a differenza del passato, non si riesce facilmente a svuotare pur una dieta appropriata;2)la stipsi che diviene settimana dopo settimana più evidenti ed imbarazzante;3)una progressiva stanchezza, un’astenia in un soggetto che, pur avanti con gli anni, non aveva mai avvertito prima.4) la riduzione della frequenza cardiaca (bradicardia) e talora anche dei valori di pressione arteriosa.

Tenete anche conto che vi sono anche pazienti anziani ipotiroidei che non presentano alcun sintomo ma che sono destinati, prima o poi, ad accusarli. Che fare in questi casi? Tre sole analisi ematiche; tsh, ft3,ft4 (la ft3 se non c’è tachicardia può non essere necessaria).

Se il tsh è alto e il ft4 è basso si tratta di ipotiroidismo primario ; se il tsh è aumentato ma l’ft4 è normale l’ipotiroidismo è detto subclinico. Che fare in questo ultimo caso? Non tutti gli autori sono d’accordo sul trattamento con levotiroxina (eutirox).

Personalmente sono invece favorevole perché anche in piccole dosi (si inizia con 25 mg due volte al giorno) i sintomi minimi migliorano (specie la stipsi, il peso, la frequenza cardiaca) e soprattutto la terapia ritarda la progressione verso l’ipotiroidismo (5-20%) all’anno.

Un’ ultima raccomandazione. Quando si instaura una terapia ormonale sostitutiva  tiroidea occorre nei soggetti anziani, come detto, iniziare con dosi basse (rischio di complicanze soprattutto cardiovascolari) per poi aumentarle, settimana dopo settimana, fino ad max 100 mu/l. Un’altra raccomandazione.

I nuovi controlli ematologici (tsh,ft4) devono essere ripetuti non prima di 6-8 settimane. Bisogna dare il giusto tempo alla tiroide (eseguire sempre l’ecografia) di poter riattivarsi a dovere. Eseguirli prima è inutile.