L’intossicazione da Monossido di Carbonio (CO) è un gravissimo stato di avvelenamento tanto che detiene il primato come causa di morte. E’ un omicida silenzioso, soprattutto notturno, un gas inodore, insapore ed incolore che non produce lesioni polmonari dirette ma ha un effetto negativo sulla ossigenazione cellulare dei tessuti. Questo avviene perché il Monossido di Carbonio (CO) si lega all’emoglobina con un’affinità 200 volte superiore rispetto a quella dell’ossigeno (secondo Harrison) causando pertanto anossia (diminuzione dell’apporto di ossigeno da parte del sangue ai tessuti).
Il CO si lega all’emoglobina (formando la carbossiemoglobina, COMG) determinando di uno spostamento verso sinistra della curva di dissociazione dell’emoglobina, con ridotto rilascio di ossigeno alle cellule. Secondo il Cecil l’affinità per l’emoglobina è 210 volte superiore a quella dell’ossigeno. Secondo invece il Conn (Current theraphy) questo gas incolore ed inodore prodotto della combustione incompleta ha un’affinità per l’emoglobina, 240 maggiore di quella dell’ ossigeno. Ciò compromette la cessione di ossigeno dall’emoglobina ai tessuti ed inibisce il sistema della citocromo – ossidasi. Quali sono i sintomi ed i segni clinici dell’intossicazione da CO? Disturbi respiratori con aumento degli atti respiratori (tachipnea) con respiro superficiale (Harrison), ansia, cefalea, nausea, vomito, labilità emotiva, stato confusionale fino al coma. Secondo l’Harrison il colore rosso ciliegia della cute e delle mucose è assai raro mentre è comune la cianosi (colorazione blu dei tegumenti). Secondo il Cecil la tipica colorazione rosso – ciliegia dalla mucosa delle labbra non si osserva fino a quando la concentrazione di carbossiemoglobina (COHb) si mantiene inferiore al 40%. Vi è inoltre una severa riduzione della saturazione di ossigeno mentre la PaO2 (tensione parziale di ossigeno) risulta normale.
La ventilazione minuto non risulta aumentata poichè i corpi carotidei sono sensibili al livello dello PAO2 che, come detto, sono normali. (Cecil) Qual è il trattamento dei pazienti intossicati o comunque sopravvissuti? Mi rifaccio sempre al Cecil. Il trattamento comprende l’allontanamento della vittima dalla fonte di esposizione, controllando le funzioni viali e il ripristino della pervietà delle vie aerea. La somministrazione di O2 al 100%, con una maschera aderente, va protratta fino a quando i livelli di CO scendono sotto il 10% e tutti i sintomi scompaiono. Per ottenere un adeguato livello di FO2 (concentrazione frazionata di ossigeno nell’aria inspirata) può essere necessaria l’intubazione con ventilazione meccanica. L’ossigenoterapia iperbarica (suggerita dall’Harrison) non è più raccomandabile nell’avvelenamento da CO cosi come l’uso dei corticosteroidi.
La terapia antibiotica dovrebbe essere presa in considerazione solo se vi sono infezioni in atto. Occorre fare attenzione alle complicanze cardiache che si manifestavano di solito con alterazioni del tratto ST e dell’onda T, aritmie sia atriali che ventricolari. Sipuò verificare una necrosi miocardica estesa oppure una miocardiopatia (HURST. Il Cuore). Scendiamo nei particolari. L’ossido è un composto che deriva dall’unione dell’ossigeno con un elemento semplice non metallico (come ad esempio l’acqua, H2O, il carbonio CO2 etc) oppure un elemento metallico (ferro, alluminio, rame etc). Il carbonio è un elemento chimico non metallico, allo stato libero (carbone, diamanti, grafite) o come elemento essenziale di vari composti organici. Il monossido di carbonio (CO) è un gas, più leggero dell’aria, assai velenoso, prodotto come residuo della combustione di alcune sostanze. Il gas viene, in ambito domestico, utilizzato per cucinare, riscaldare …
Gli elettrodomestici irradiano calore (stufe e gas, a carbone, a legno etc). Qualora si guastino sono in grado di liberare nell’aria ossido di carbonio con conseguenze devastanti che vi ho riportato.

Aldo Ercoli

































































