Le varie sfumature del Disturbo di Panico (DP)

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Le varie sfumature del Disturbo di Panico (DP)

A cura della Dottoressa Anna Maria Rita Masin
Psicologa – Psicoterapeuta

Dottoressa
Anna Maria Rita Masin
Psicologa – Psicoterapeuta

Molte persone descrivono un quadro caratterizzato da una sintomatologia che porta alla diagnosi di Disturbo di Panico. Nel DSM-5, il DP è descritto con “ricorrenti attacchi di panico inaspettati. Un attacco di panico consiste nella comparsa improvvisa di paura o disagio intensi che raggiunge un picco in pochi minuti…”.

L’attacco di panico è accompagnato da almeno 4 di queste sensazioni: tachicardia, sudorazione profusa, dolore al petto, sensazione di vertigine o svenimento, paura di impazzire o di morire e paura di non trovare aiuto.

Tra un attacco e l’altro emergono:

1- una forte preoccupazione che si verifichi un nuovo attacco (ansia anticipatoria);

2- la modificazione dell’attività quotidiana con evitamenti (la persona cerca di evitare il posto dove si è verificato il primo attacco e posti simili);

3- la restrizione delle aree di azione (la persona si muove in un’area sempre più vicino casa oppure vicino ad un ospedale);

4- necessità di essere accompagnati da qualcuno (la persona se si muove fuori dalla sua “zona confort” esce con persone che la possano soccorrere).

Nella letteratura si evidenzia che gli individui con DP sono fragili e bisognosi di aiuto, con difficoltà nel riconoscere e gestire le emozioni, con comportamenti di evitamento di fronte a difficoltà e/o problemi (“Il disturbi di Panico”, Giannantonio M., Lenzi S., Raffaello Cortina Editore, 2009).

Inoltre, il DP si manifesta come disagio al posto di un altro. Per esempio:

A) non saper affrontare un cambiamento: una donna che realizza che il suo matrimonio sta per finire e non sa come e cosa fare, oppure un giovane che ha difficoltà ad evolversi dalla famiglia d’origine o che vuole cambiare il corso di studi intrapreso ma non ne ha ancora la piena consapevolezza o non ha il coraggio a comunicarlo alla famiglia.

B) nascondere eventi traumatici: è risaputo che persone che hanno subito violenza mantengano uno stato di allerta tale da far affiorare il DP che gradualmente diventa sempre più frequente. Il DP può insorgere anche dopo un lutto improvviso.

C) nascondere un disturbo psicotico acuto, per esempio derivato da uso di sostanze, oppure l’esordio di un disturbo psicotico con la presenza di deliri o allucinazioni, magari a contenuto terrifico.

D) uso di sostanze come la cocaina. È bene anche considerare un alto uso di caffeina che può determinare uno stato d’ansia costante.

E) iper-funzionamento tiroideo: è consigliabile effettuare esami clinici per escluderlo oppure far correggere la funzionalità tiroidea.

Cosa fare quando emerge un primo Attacco di Panico?

Il DP è più frequente di quanto non si immagini. È importante sapere che con un attacco di panico non si muore (anche se la sensazione di morire è molto forte). Inoltre, l’attacco di panico è un’esperienza spaventosa e paurosa per cui la persona va aiutata e non svalutata o derisa. È fondamentale chiedere sempre aiuto, ad un medico o ad uno psicoterapeuta: spesso si associa la terapia farmacologica ad una psicoterapia per avere risultati più veloci ed efficaci. Alla fine del percorso psicoterapico il DP diventa una risorsa, più che un problema: qualora si ripresenti evidenzia uno stato di malessere non ascoltato e il DP ne diventa il messaggero.

masin1970@gmail.com