LE TENIE (SAGINATA E SOLIUM) E DIPHYLLOBOTHUS LATUM

0
236

Gli agenti eziologici di alcune importanti parassitosi intestinali sono gli elminti (vermi piatti, plateolminti) e glinematelminti (vermi rotondi specie nematodi come si riscontra nell’anchilostomiasi e nell’ascaridiosi).

Voglio parlarvi della Teniasi, infezione provocata da elminti, vermi piatti. Le larve, sono ingerite attraverso carni poco cotte bovine (Tenia saginata), di maiale (Tenia solium), di pesce (Diphyllobothuslatum; presente nei crostacei e pesci d’acqua dolce). Nell’ospite umano dalle larve si sviluppano nell’intestino vermi nastriformi maturi di diversa lunghezza: tre – dieci metri nella Tenia saginata; due – tre metri nella Tenia solium; uno – due centimetri nel Diphillobothuslatum.

Particolare attenzione va posta sulla Tenia solium in cui l’uomo può anche essere un ospite intermedio. Infatti l’ingestione delle uova della tenia, una volta apertesi, porta alla fuoriuscita e disseminazione delle larve e da queste la cisticercosi, sviluppo della fase larvare, con una vescicola caudale che non tarda ad assumere un considerevole sviluppo. Occorre pertanto fare bene attenzione, nel caso della tenia solium, alla carne di maiale (ma anche di cinghiale) poco cotta cosi, come già detto di quella bovina (Tenia saginata) e di pesce d’acqua dolce (Diphullobothuslatum).

Quali sono le manifestazioni cliniche? Le infezioni da T. saginata e T. solium possono essere asintomatiche oppure causare sintomi lievi, soprattutto turbe dell’alvo (stipsi o diarrea), nausea con mancanza assoluto di appetito (anoressia) e dimagrimento oppure, all’opposto, aumento dell’appetito (bulimia). Questa sintomatologia cosi antitetica credo che sia più imputabile alla genetica dell’ospite umano che alle caratteristiche delle tenie. Spesso si riscontrano fenomeni allergici (eosinofilia all’emocromocitometrico). Le infezioni da D. latum sono associate a deficit di vit. B12 (anemia pernaciosiforme megaloblastica). <I cisticerchi di T. solium possono essere trovati ovunque nel corpo umano ma soprattutto nel cervello e nei muscoli scheletrici. La cisticercasi del S.N.C. può causare convulsioni, idrocefalo e segni di ipertensione endocranica> (Harrison).

La diagnosi, per la cisticercosi umana, si basa su criteri assoluti, maggiori e minori (es. contatti familiari con persone infettate da T. solium). Le infezioni da T. saginata e T. solium vengono invece diagnosticate con l’identificazione delle uova o delle proglottidi nelle feci (es. parassitologico fecale). Per distinguere le due specie è necessario esaminare proglottide mature o lo scolice.

L’attuale terapia specifica si basa sulla niclosamide: yomesan Bayer 2 cpr da 500 mg ripetute dopo un ora (è possibile assumere cibo dopo 3 ore). Nei bambini da 2 a 8 anni metà dose; in quelli con meno di due anni 1-4 di dose. Nella neurocisticercosi si ricorre all’albendazolo (Zentalcps 400 mg 1 cps al giorno per cicli di 20 giorni, ripetibili).
La vit B12 (D. latum) deve essere somministrata non per via orale ma parenterale in pazienti con deficit della stessa. Nella neurocisticercosi è consigliato il ricovero ospedaliero e la somministrazione contemporanea di glucocorticoidi qualora i sintomi peggiorassero durante il trattamento farmacologico. L’asportazione chirurgica può essere necessaria nelle lesioni oculari, midollari o cerebrali.

P.S. La Tenia solium è anche chiamata “verme solitario”. Il sistema immunitario dell’ospite non consente l’attecchimento di una seconda tenia. Negli anni 80-90, almeno sei pazienti mi riferirono di aver evacuato un “lungo verme bianco”. (verme solitario). Sono del parere che un soggetto con disturbi dell’alvo, nausea, disturbi allergici sia utile richiedere un esame parassitologico delle feci (fresche di primo mattino) ed un esame emocromocitometrico.

Aldo Ercoli