Le scogliere salveranno Ladispoli

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Si parte ad aprile con le opere di protezione della costa. La Regione in aula consiliare per illustrare il progetto. 

 

Stavolta è tutto vero dopo anni e anni di lunga attesa. A Ladispoli si partirà ad aprile con le scogliere e il progetto da oltre 10 milioni di euro, in difesa della costa, è stato illustrato la scorsa settimana nell’aula consiliare di Palazzo Falcone. Un’opera importantissima che consentirà di salvaguardare le spiagge gestite dai privati e quelle libere messe a dura prova dalle mareggiate, anche nell’ultimo periodo.
Le barriere riguarderanno in totale 3,5 chilometri di tratto costiero sugli 8 attuali. Presenti, oltre ai tecnici, naturalmente le istituzioni regionali e comunali con gli operatori balneari ad ascoltare nel dettaglio tutte le novità.
«Parliamo di un intervento importante per Ladispoli e direi strategico per la Regione Lazio – dichiara Roberta Angelilli, vicepresidente della Pisana e assessore allo Sviluppo economico -, è un finanziamento ottenuto con fondi europei e va ad arginare l’erosione costiera, in termini naturalistici, ambientali e di paesaggio ma anche rispetto alle strutture. È un piano ambizioso, che guarda avanti nella valorizzazione del litorale e nella preservazione dell’oasi. È un esempio di buona pratica della giunta Rocca che è stata determinante per accelerare il procedimento amministrativo. Si partirà prima dell’estate».
Tra gli ospiti graditi anche l’assessore regionale a Infrastrutture, Tutela del territorio e Demanio. «Siamo riusciti a portare avanti – specifica Fabrizio Ghera – progetti anti-erosivi bloccati da tanti anni nel Lazio. Ladispoli era uno di quello, assieme a Latina. Parlare solo di ripascimento è un tema, di scogliere è un altro, perché si andrà a modificare il paesaggio. La novità che abbiamo introdotto è la pianificazione degli interventi, l’attività di monitoraggio e la manutenzione che ci consentirà, grazie anche al supporto dell’Università di Roma Tre, di studiare i cambiamenti climatici e l’impatto sulla costa, individuando di volta in volta la soluzione migliore per contrastare l’erosione costiera».
A fare gli onori di casa il primo cittadino ladispolano. «Da 20 anni si parla di scogliere – commenta Alessandro Grando – e devo dire che personalmente ma anche per l’amministrazione è un orgoglio il fatto che l’iter sia andato in porto. È una responsabilità verso cittadini ed è il futuro del nostro territorio. Un passaggio storico, un traguardo importante e l’inizio di nuova fase, contraddistinta da cantieri, risultati concreti e sacrifici per tutta la comunità».
A dialogare costantemente con la Regione, i dirigenti e i balneari il consigliere comunale e delegato alle Aree protette di Ladispoli. «Dopo tanti e infiniti passaggi burocratici – sono le parole di Filippo Moretti – siamo qui a presentare il piano che prenderà avvio non appena la ditta avvierà materialmente il lavoro, appena conclusa la gara. La protezione della costa si estenderà per oltre 3 chilometri da Torre Flavia a Marina di Palo. Si utilizzeranno delle barriere soffolte con pietre di basalto che hanno la loro buonissima efficacia. Con questo provvedimento limiteremo l’erosione per poi in futuro programmare anche un ripascimento». Come spiegato poi dai tecnici, il prossimo 10 marzo è fissata la dead line per l’apertura delle buste relative all’appalto. I cantieri, salvo imprevisti, dovrebbero scattare intorno a metà aprile, al massimo alla fine del mese.
LE REAZIONI. I proprietari di chioschi e stabilimenti sono in fibrillazione. «Siamo contenti dopo tante parole arrivano i fatti – dice Antonello Chiappini, presidente di Assobalneari Ladispoli-Marina San Nicola – nel momento in cui poi l’erosione sta creando ancora più danni. Ringraziamento l’amministrazione comunale che ci è stata vicino».
Non dovrebbe rientrarci la Palude di Torre Flavia nonostante il sito protetto sia stato messo a dura prova in queste ultime settimane dalle mareggiate.