LE MALATTIE TRASMESSE DALLE ZECCHE

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Le zecche sono dei parassiti artropodi come i pidocchi, le pulci, gli aracnidi, gli insetti, i crostacei etc. Sono un vettore, un veicolo, un mezzo di trasporto di germi patogeni quali alcune Rickettsiee Spiroteche.

Le prime hanno un tropismo dettivo per le cellule endoteliali dei piccoli vasi. Sono poi dei parassiti obbligatoriamente endocellulari. La zecca trasmette la Rickettsia conori che causa la febbre esantematicao bottonosa Mediterranea. I serbatoi naturali ove si annida sono conigli, lepri, topi. I più colpiti sono pertanto i campeggiatori, i cacciatori, i cuochi. La malattia esordisce bruscamente con febbre alta (40 °C), cefalea, dolori ossei, muscolare e con un esantema (arrossamento della cute) costituito da elementi poco numerosi di colore rosso – vino, che compaiono dopo 4-5 giorni dall’incubazione, dalla puntura della zecca che lascia (è spesso visibile) l’escaria (la “tachenoire”).

L’arrossamento cutaneo evolve rapidamente in macule (macchie rosse di dimensioni variabili), non rilevata sulle superficie cutanea e che scompare momentaneamente sotto la pressione del dito o maculonodulari (macchie con piccole nodosità).

 La terapia si avvale della doxicillina (o minociclina) 100 mg x  2 volte al giorno, per via orale, per una – due settimane (ossia le più moderne tetracicline). In alternativa si ricorre ai macrolidi (claritromicina, azotricina o ai chinolonici (ciprofloxacina). Questa rickettsiosi nostrana è anche chiamata febbre del Carducci. Il cognome non si riferisce al noto poeta Giosuè ma all’omonimo Agostino (1873 – 1970) illustre primario degli Ospedali Riuniti di Roma cui si deve la nosologia (descrizione dei sintomi) dalla malattia che porta il suo nome.

Le Spirochete sono dei protozoi (gruppo di animali unicellulari)con conformazione o spirale, molto sottile e flessibile, che si spostano con movimenti attivi. Tra quelle che causano malattie nell’uomo oltre al Treponema pallido della sifilide e alla Leptospira (zoonosi più diffusa al mondo perché colpisce almeno cento specie di mammiferi:  ratti, topo campestre, cane, maiale etc) vi sono la Borelliosi: 1) Borelliaburgdorferi responsabile delle malattie di Lyme; 2) Borellie della febbre ricorrente. Solo queste ultime due (borelliosi) vengono trasmesse dalle zecche che hanno diversi animali ospiti, soprattutto topi.

La malattia DI Lyme si osserva sia nel nord – est che nell’ovest degli Stati Uniti in Europa, Asia e Australia. Non in Africa. La malattia di Lyme, provocata dalla Borelliaburgdorferi è una patologia assai complessa che presenta ben quattro stadi.

Nell’infezione precoce localizzata (stadio 1), dopo un variabile periodo di incubazione (3-30 giorni), compare un eritema migrante con macule o papule rosse nella sede della puntura che poi si estende formando un’ampia lesione anulare, spesso con bordi rialzati e una zona centrale chiara.

La lesione è calda e di solito non dolente. Le lesioni cutanee a forma di anello sono frequentemente accompagnate da febbre con brividi, cefalea, lieve rigidità nucale, dolori muscolari migranti, intenso malessere e astenia. E’ importante già in queste prime fase avere un sospetto diagnostico (macula – papula con estensione anulare) per poi confermarlo. Con l’indagine sierologica (dopo alcune settimane dell’ infezione) la maggior parte dei pazienti sviluppa anticorpi alle B. burgdorferi con il test Elisa.

In secondo stadio (2) si manifesta con un’infezione precoce disseminata perché la Borellia si diffonde nel sangue localizzandosi in diversi sedi: sistema nervoso centrale e periferico, cuore, apparato osteoarticolare (con dolori muscoloscheletrici a carattere migrante senza tumefazioni articolari.

L’infezione tardiva persistente (stadio 3) compare dopo alcuni mesi dall’infezione in circa il 60% dei pazienti non trattati (dati Usa),con attacchi intermittenti di oligoartrite a livello delle grandi articolazioni (soprattutto ginocchio) che possono perdurare mesi. La terapia si avvale delle moderne tetracicline negli adulti e dall’amoxicillina nei bambini. Le Borellie della febbre ricorrentepossono essere trasmesse solo dal pidocchio o dalle zecche.

Quest’ ultima è ubiquitaria (può colpire anche da noi) mentre quello del pidocchio è endemica nell’Africa Centrale e orientale. Il quadro clinico (si instaura dopo 2-18 giorni di incubazione) è caratterizzato da febbre irregolare con brividi con dolori ossei e muscolari. E’ una patologia grave perché vi è epatosplenomegalia dolente con spesso complicanze emorragiche. I sintomi durano al massimo una settimana per ripresentarsi, nei pazienti che sopravvivono, con una recidiva tardiva dopo 5-10 giorni di relativo benessere (Harrison). La terapia è base di tetracicline o macrolidi.

 

Aldo Ercoli