LE GEMME DEL PIOPPO NERO NEI PRIMI STADI DELL’ARTERIOPATIA OBLITERANTE DEGLI ARTI INFERIORI

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Il Pioppo nero (Populus nigra) è un albero dalla chioma ampia che può raggiungere anche i 30-40 metri di altezza. In Italia lo troviamo ovunque, dalla montagna al mare, specie in terreni piuttosto umidi. La corteccia, di colore scuro, è assai lacerata in senso longitudinale. Forse un segnale di una patologia dolorosa per noi essere umani. Tralasciamo i fiori dioici (posseggono stami, organi maschili e pistilli, organi femminili)per soffermarci sui frutti, piccole capsule verdi che a maggio si aprono lasciando uscire peluria bianca.

Il loro diffondersi nell’aria tormenta coloro che soffrono di oculoriniti allergiche. I veri gioielli terapeutici sono le gemme contenenti un olio essenziale con diversi glucosidi fenolici e propuline che danno origine all’acido benzoico e alla salicina (percussore dell’acido acetilsalicilico). Con le gemme Galeno preparò un balsamo capace di riparare le ferite meglio di ogni altro. Leclerc, nel 1938, utilizzò l’estratto fluido di gemme di pioppo nero per curare pazienti affetti da artrite agli arti inferiori, iperuricemici. La moderna gemmoterapia ha evidenziato un particolare tropismo per le arterie degli arti inferiori.

Populus nigra gemma vanta un’azione sulla parete vasale come nessun altro vegetale nel trattamento delle arteriopatie obliteranti degli arti inferiori nelle sue manifestazioni iniziali: 1° stadio (asintomatico); 2° stadio 2A (claudicatio intermittens per distanze superiori ai 200 metri); 2° stadio 2B (claudicatio intermittens per distanze inferiori ai 200 metri). Sul dolore a riposo e notturno (3°stadio) e ancor più nelle turbe trofiche necrosi (4°stadio) ha solo un effetto coadiuvante, accessorio. E’ questa la famosa classificazione di Fontaine.

Le gemme riducono lo spasmo delle arterie e contrastano la trombofilia degli arti inferiori, favorendo inoltre il circolo collaterale. Ne deriva un ostacolo ai disturbi trofici e complicanze infettive – tessutali (il 4° stadio di Fontaine). E’ necessario però somministrare Populus nigra MG 1 DH 50 gtt, in un po’ d’acqua, una sola volta al giorno, 15 minuti prima di pranzo per almeno tre mesi. Soggetti con fattori predisponenti quali eccesso ponderale, fumo, diabete, dislipidemia, iperomocisteinemia, cardiopatie ischemiche dovrebbero sempre eseguire un eco-doppler degli arti inferiori anche se sono senza sintomi nella deambulazione.

La patologia aterosclerotica comporta lo sviluppo di pur piccole placche ateromasiche a livello degli arti inferiori con progressivo restringimento del lume arterioso e diminuzione del flusso sanguigno a valle del segmento malato. Le gemme del Pioppo nero sono utili nei primi 2 stadi. Poi il loro apporto è solo coadiuvante. Le gemme hanno dimostrato di regolare l’innervazione simpatica riducendo il vasospasmo, favorendo il circolo collaterale con conseguente miglioramento della perfusione sanguigna arteriosa (Piterà F. Compendio di Gemmoterapia Clinica 1992).

L’azione sull’apparato respiratorio, su quello osteoarticolare, degli arti inferiori e sulle vie urinarie è, a mio avviso, assai modesta. Ben più importante quella a carico del metabolismo generale: non solo si riducono i valori di acido urico ma anche quello della trombofilia, formazione di placche ateromasiche con tendenza trombotica (riduzione della aggregazione piastrinica, del tempo di Quick e del TTP). Oltre all’attività sui vasi sanguigni degli arti inferiori dobbiamo aggiungere questi altri importanti dati clinici. La terapia convenzionale nel 2° stadio fa uso di farmaci antiaggreganti (Acido acitilsalicinico oppure Clopidogrel).

Statine e, come terapia di supporto della Pentoxifillina (trental). Secondo la mia esperienza l’impiego delle gemme di pioppo non sono meno efficaci nella discrepanza tra la richiesta muscolare e l’apporto di ossigeno durante la deambulazione. Ci fermiamo qui. Nel 3° stadio è necessaria la rivascolarizzazione percutanea o chirurgica, utilizzando le gemme solo come coadiuvante al fine di ostacolare, limitare i disturbi trofici e le severe complicanze infettive tessutali (4°stadio).